RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 08/05/2019

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Per Generali è arrivato il momento di cogliere opportunità d’espansione nell’industria assicurativa. La compagnia ha capitale e cassa per muoversi e guarderà a occasioni di sviluppo in Europa, in particolare nell’Est, ma anche in Asia e Sud America. Ad annunciarlo sono stati ieri i vertici di Generali , il presidente Gabriele Galateri e l’amministratore delegato Philippe Donnet, durante l’assemblea che a Trieste ha approvato il bilancio 2018 (chiuso con un utile netto di 1,47 miliardi) e li ha confermati nei rispettivi incarichi con l’elezione del nuovo cda per il prossimo triennio.
Unicredit riprende a vendere asset in vista della scadenza del piano triennale, ma la strategia non convince del tutto la borsa. Ieri la banca guidata da Jean Pierre Mustier ha messo sul mercato con un accelerated bookbuilding il 17% di Fineco . Le azioni sono state collocate a 9,8 euro per un controvalore complessivo di circa un miliardo. La mossa (assistita da JP Morgan, Ubs e Unicredit Corporate & Investment Banking come joint bookrunners per l’offerta) rientra in un nuovo round di cessioni di asset considerati non strategici che servirà per rafforzare il patrimonio e razionalizzare la struttura del gruppo.
La mezza ritirata di Unicredit , che passerà dal 35 al 18% circa del capitale? «Non avrà alcun impatto su Fineco , che è sempre stata una società indipendente dal punto di vista sia operativo che strategico». E gli impatti sui requisiti patrimoniali di Fineco ? «Anche qui, nessun impatto». E i conti del primo trimestre, chiuso con un utile superiore alle attese a 62,6 milioni? «Sono molto positivi, anche perché realizzati in un contesto di mercato complesso». Parola di Alessandro Foti, amministratore delegato e direttore generale di Fineco .
Intesa ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 1,05 miliardi, in calo del 16,1% rispetto allo stesso periodo del 2018, ma al di sopra dei 901 milioni previsti dal consensus di mercato. Nel dettaglio i proventi operativi sono scesi dell’8,8% a 4,4 miliardi, con interessi netti a 1,76 miliardi (-5,2%) e le commissioni nette a 1,9 miliardi (-7%). Quanto alla solidità patrimoniale, il Cet1 pro forma a regime si è attestato al 13,5% (13,1% in base ai criteri transitori per il 2019), tenendo conto di 840 milioni di dividendi maturati nel trimestre. In merito alle singole aree di business, la Banca dei Territori ha chiuso il trimestre con un utile netto di 459 milioni (+9,5%), il corporate e invesment banking ha guadagnato 363 milioni (-45,7%), le international subsidiary bank 181 milioni (-0,5%), il private banking 232 milioni (-4,1%), l’asset management 117 milioni (-3,3%) e la divisione insurance 157 milioni (-21,1%).
Sono serviti i tempi supplementari per varare il decreto attuativo sui Pir2. Il provvedimento, che rivede la normativa su i Piani Individuali di Risparmio introdotti per la prima volta nel 2016, era pronto da tempo ma è rimasto parcheggiato al ministero dello Sviluppo Economico per circa un mese prima di essere pubblicato ieri sera in Gazzetta Ufficiale, anche per via di contrasti (emersi con l’esclusione della norma dall’ultimo decreto Crescita) con il ministero dell’Economia sulla strada da seguire. Secondo la Legge di Bilancio sarebbe dovuto arrivare entro fine aprile. I dubbi degli operatori, che a inizio anno avevano lamentato il blocco dei nuovi investimenti causato proprio dalla revisione in manovra, avevano invece spinto la politica a promettere l’arrivo del decreto scritto di concerto da Mef e Mise già per fine febbraio.
La Direzione generale Motorizzazione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha rilasciato ieri l’autorizzazione alla sperimentazione su strada pubblica del primo veicolo a guida autonoma in Italia. Si tratta del primo via libera del ministero, che arriva dopo il parete positivo espresso il 22 marzo scorso da parte dell’Osservatorio tecnico di supporto per le Smart Road. Con questo atto formale si dà ufficialmente avvio alle sperimentazioni di veicoli automatici su strada pubblica in Italia.

La Suprema corte interviene nuovamente sulla disciplina antiriciclaggio. Alle violazioni commesse in epoca anteriore all’entrata in vigore delle modifiche apportate dal dlgs 25 maggio 2017, n. 90, si applica il principio di retroattività della legge successiva più favorevole sancito dall’art. 69 del dlgs 21 novembre 2007, n. 231. Questo vale anche quando i procedimenti sanzionatori sono stati già definiti in giudizio dal Tribunale e dalla Corte d’Appello. Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza n. 11774/19 emessa per un giudizio su un caso di omessa segnalazione di operazioni sospette da parte di un istituto di credito.
Anonymous all’attacco delle mail degli avvocati romani. Gli hacker del gruppo, ieri, sono entrati nelle caselle di posta certificata degli iscritti all’Ordine degli avvocati di Roma. Sono state violate oltre 30 mila caselle di posta elettronica, con conseguente diffusione di dati sensibili. L’annuncio arriva direttamente dal profilo Twitter del collettivo di Anonymous Italia. Tra le caselle violate anche quella della sindaca di Roma Virginia Raggi.
Intesa Sanpaolo supera le stime nel trimestre e promette di migliorare ulteriormente i risultati nel resto dell’anno. Il periodo gennaio-marzo ha visto l’utile netto crescere a 1,05 miliardi di euro rispetto a 1,038 mld del quarto trimestre 2018, mentre un anno prima i profitti erano stati di 1,252 mld. Il risultato è migliore di circa il 20% rispetto alle stime del consenso. La redditività è in aumento, con il risultato corrente lordo a +30,8%, il risultato della gestione operativa +33,5% e proventi operativi netti a +4,6%. Il Cet1 pro-forma si è posizionato al 13,5%, «livello top tra le maggiori banche europee».
Piccole e medie realtà nel Centro ed Est Europa sono i target cui punterà nei prossimi anni Generali, che si propone come aggregatore in un contesto dove le fusioni tra grandi gruppi rimarranno sporadiche: lo ha spiegato l’a.d. Philippe Donnet durante l’assemblea degli azionisti. Donnet ritiene che le principali compagnie tenderanno nel tempo ad assorbire, quasi per selezione naturale, un certo numero di piccole e medie società che non saranno in grado di ottenere sufficienti economie di scala per rimanere sul mercato. «A molte non resterà che valutare aggregazioni in gruppi assicurativi più grandi e di maggiore esperienza. Noi saremo uno di questi gruppi e avremo la capacità di aggregare sia in Europa sia nell’Europa dell’Est». Quel che è certo, ha sottolineato Donnet, è che ora il Leone «dispone di capitale e cassa per realizzare eventuali acquisizioni, che potranno avere luogo anche nell’asset management se riusciremo a trovare le giuste occasioni: vogliamo rafforzare il nostro business del risparmio gestito, che dovrà crescere a velocità ancora maggiore rispetto al resto delle attività di gruppo».
Unicredit ha avviato la cessione di azioni pari a circa il 17% del capitale di Fineco. L’offerta avviene attraverso un accelerated bookbuilding rivolto a investitori istituzionali. Unicredit, che detiene il 35,4% di Fineco, avrà una quota di minoranza classificata come partecipazione finanziaria. In precedenza i due cda avevano approvato «una serie di azioni e procedure, al fine di assicurare a Fineco di poter operare come società pienamente indipendente dal punto di vista regolamentare, di liquidità e operativo, anche nel caso di potenziale futura uscita dal gruppo Unicredit».
  • Profitti in crescita del 21% per Banca Mediolanum
Banca Mediolanum ha chiuso il primo trimestre con un utile netto consolidato di 72,1 milioni di euro, in aumento del 21% rispetto allo stesso periodo del 2018. Il margine operativo è salito del 43% a 88,9 milioni, le commissioni nette del 21% a 196 mln e il margine da interessi del 27% a 51,4 mln. Il totale delle masse gestite e amministrate si è attestato a 78,653 miliardi (+5%). Il Cet1 si è posizionato al 18,6%, «confermandosi uno dei più alti tra i gruppi bancari italiani ed europei». L’a.d. Massimo Doris ha spiegato che l’istituto si aspetta una crescita importante del margine operativo nel 2019, con una cedola che dovrebbe attestarsi ad almeno 40 centesimi per azione.

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  • Rubate le mail di 30 mila avvocati C’è anche la sindaca Raggi
Il gruppo di hacker attivisti attraverso il proprio blog ha infatti distribuito nomi, password e indirizzi email di circa 30 mila avvocati capitolini, comprese le credenziali e alcune missive ricevute dal primo cittadino Virginia Raggi che replica: ” Grave violazione della privacy”. Le email per la sindaca sono di questo tenore: ” Le invio il curriculum e altri documenti per la candidatura…”; oppure ” Gentile Sindaco, da iscritto al Movimento…”. Ci sono anche i decreti di fissazione delle sue passate udienze. Ma se è vero quello che dicono gli Anonymous, in quei 4 o 5 anni di Pec trafugate, e di cui solo una parte è stata divulgata, c’è tutto un mondo. Da una prima analisi dei materiali divulgati da Anonymous sembra che i servizi attaccati siano quelli di Visura. it e Lextel. it che assistono gli avvocati per i servizi di posta certificata e forniscono i dispositivi per la firma digitale. Nei materiali divulgati ci sono però anche incarichi, note biografiche e curriculari degli avvocati perciò il dubbio è che abbiano bucato altri siti diversi da quelli dei fornitori di servizi. Forse il database stesso dell’ordine degli avvocati, subito attivatosi con i fornitori per chiudere la falla. Come hanno subito notato gli esperti, la faccenda è preoccupante se consideriamo lo strumento violato, la Pec, il tipo di professione delle vittime, l’obbligo al segreto ed il fatto che forse le password sono le stesse usate dai professionisti per altri servizi internet. I dati dei clienti di tutti gli avvocati sono adesso potenzialmente a rischio.
  • Unicredit cede il 17% di Fineco e prepara un futuro più straniero
Unicredit vende sul mercato il 17% di Fineco Bank, si prepara a dirle addio e libera cassa (un miliardo) e patrimonio per il piano strategico 2020-2023. Che per coincidenza, come quello del 2016-2019 in dirittura, comincia ancora da Fineco, banca diretta multicanale che dal 1999 è tra le più belle realtà del gruppo. Nell’estate calda 2016, con uno dei suoi primi blitz, il neo ad Jean Pierre Mustier ne cedette un 30% per corroborare la successiva ricapitalizzazione da 13 miliardi. Ieri, con simile mossa che ha lasciato di stucco il mercato – nonché qualche top manager sui due versanti, si mormora – Mustier è tornato a far cassa con Fineco. Ufficialmente per «rafforzare ulteriormente la capacità creditizia del gruppo, consolidare il supporto alle economie locali e sviluppare il business nei Paesi dove opera», riporta una nota Unicredit.
  • Generali, i Benetton ballano da soli e votano la lista dei fondi
Al momento di votare il rinnovo del consiglio di amministrazione di Generali la famiglia Benetton, titolare del 4% del Leone alato, ha scelto di votare la lista dei fondi, presentata da Assogestioni per eleggere i due consiglieri di minoranza. Una scelta, spiegano fonti vicine al dossier, in linea con il carattere di partecipazione finanziaria del gruppo di Ponzano Veneto e motivata dalla volontà di allineare ancor di più gli interessi del gruppo con quelli del mercato. Una motivazione di buona governance, dunque, per rafforzare la presenza degli investitori istituzionali in Generali, senza polemiche rispetto alla lista di maggioranza, presentata come di consueto da Mediobanca (titolare di poco meno del 13% della compagnia) e in pieno accordo con le strategie del management di Generali. La decisione, da investitori finanziari, è destinata comunque a fare chiarezza su un plotoncino di soci privati italiani – Caltagirone, Del Vecchio, Benetton – che forse è solo una somma delle parti e non un “nocciolino duro”: insieme hanno poco meno del 14% di Generali, ma come si è visto con il voto di ieri non è affatto scontato che abbiano obiettivi convergenti. Il nuovo cda, che ha visto la conferma di 11 consiglieri e due nuovi ingressi, è stato eletto con i voti della lista di maggioranza, che ha raccolto il 60,783% del capitale presente, mentre alla lista di minoranza è andato il 38,966% dei sì. In assemblea si è presentato il 55,8% del capitale, un record mentre è risultata in calo la presenza degli investitori istituzionali: erano il 22,91% l’anno scorso, praticamente tutti esteri, sono stati il 21,79% stavolta, con una presenza vicina all’1,5% di fondi italiani. Tra gli esteri, i titolari del 4% del capitale hanno votato a favore della lista di maggioranza, preferendola a quella di Assogestioni.

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Sembra funzionare bene il cosiddetto riscatto della laurea agevolato, o low cost, cioè la possibilità di far valere gli anni dell’università ai fini della pensione, a un costo più contenuto rispetto alla procedura normale. I dati dell’Inps parlano chiaro: ad aprile, tra riscatto low cost e riscatto «normale», sono arrivate 7.020 domande. Rispetto alle media mensile del 2018, quando il riscatto low cost ancora non c’era, l’aumento è del 202%.
  • Fineco diventa indipendente Unicredit cede un altro 17%
Unicredit vende Fineco, che esce dal gruppo. Con un’operazione pensata da tempo, messa a punto nelle ultime due settimane e che ieri ha subito una violenta accelerazione, il ceo di Piazza Gae Aulenti, Jean Pierre Mustier, mette le basi per la realizzazione del piano industriale 2020-23, che verrà presentato il 3 dicembre a Londra. Annunciato in mattinata, l’accelerated bookbuilding — una procedura di vendita tra operatori di mercato — si è concluso in serata: è stato ceduto il 17 per cento di Fineco, in cambio di una cifra vicina al miliardo, esattamente 9,8 euro per azione. Lunedì in Borsa Fineco valeva 11 euro. Unicredit ha ceduto circa la metà della propria partecipazione nella banca guidata fin dalla fondazione, nel 1999, da Alessandro Foti, mantenendo il 18 per cento in portafoglio, ma derubricando la quota ad asset finanziario e non più strategico.
  • Generali, Benetton vota con i fondi
I Benetton, soci con il 4% in Generali, nell’assemblea della compagnia svoltasi ieri a Trieste, sul rinnovo del consiglio hanno votato per la lista dei fondi presentata da Assogestioni, che ha ottenuto il 38,96%. La lista di Mediobanca, maggior azionista con il 13%, ha raccolto il 60,78% dei consensi. Edizione, holding della famiglia, non commenta. Fonti vicine al dossier spiegano però che la mossa è coerente con la natura finanziaria dell’investimento, ritenendo buona governance allineare gli interessi del gruppo veneto a quelli del mercato, pur essendo assolutamente pro-management e supportando le strategie del vertice del Leone. Una decisione non in polemica in alcun modo, anche considerando il fatto che i Benetton non hanno chiesto posti nel consiglio del Leone. La partecipazione all’assemblea è stata da record con la presenza del 55,8% del capitale. Rispetto all’assise 2018 fra gli azionisti rilevanti Francesco Gaetano Caltagirone è salito dal 4 al 5%, Leonardo Del Vecchio è passato dal 3,16% al 4,86% e i Benetton hanno incrementato la quota appunto al 4%. Gli investitori istituzionali detengono complessivamente il 21,79% contro il 23% del 2018, con una flessione degli esteri dal 22,9% al 20,5% e un aumento di quelli italiani dallo 0,2% all’1% circa. I fondi internazionali hanno votato con il 16% per Assogestioni mentre il 4% (fra i quali può esserci BlackRock) ha scelto la lista Mediobanca, in appoggio al ceo Philippe Donnet.

  • UniCredit, dal 17% di Fineco un miliardo e maxi plusvalenza
È una svolta in piena regola quella annunciata dall’istituto di piazza Gae Aulenti sulla sua banca multicanale. Il gruppo guidato da Jean Pierre Mustier, il cui cda sui conti è previsto oggi, nell’ambito della vendita di asset considerati non strategici ha infatti ceduto il 17% di Fineco, confermando così le anticipazioni de Il Sole 24 Ore. Le azioni sono state vendute a 9,8 euro ciascuna, con i book chiusi alle 20 di ieri. L’incasso è pari a circa un miliardo, con una plusvalenza per la banca superiore ai 500 milioni. L’offerta è stata realizzata attraverso una procedura di accelerated bookbuilding rivolta a investitori istituzionali. Joint bookrunners sono stati Jp Morgan e Ubs, insieme a UniCredit Cib. Ora UniCredit detiene una partecipazione di minoranza (18%) che sarà classificata come di natura finanziaria. Ma a tendere è già messo in conto, come ribadito da entrambe le banche in una nota congiunta diffusa ieri, che Fineco è destinata a una «futura uscita» dal gruppo UniCredit, che tuttavia non farà ulteriori cessioni di azioni almeno per i prossimi quattro mesi.
  • Da Pioneer a Kairos, 135 miliardi di risparmi finiti in mani estere
Banca Leonardo, Kairos, ma soprattutto Pioneer. Fa una certa impressione ricordare gli asset manager italiani passati nelle mani di grandi operatori stranieri negli ultimi tre anni: se mettiamo insieme le masse da loro gestite fanno quasi 135 miliardi di euro di quella ricchezza privata che resta tutto sommato uno dei rari fiori all’occhiello che il nostro Paese possa vantare sotto l’aspetto finanziario. Con l’operazione avviata da UniCredit c’è chi inizia a temere che FinecoBank, con i suoi 74,1 miliardi di patrimonio e i 244 milioni di utili realizzati nel 2018 (62,6 milioni nell’ultimo trimestre, annunciato proprio ieri), possa essere la prossima «preda» candidata ad allungare la lista.
  • Generali, i soci confermano il vertice I Benetton votano con Assogestioni
L’assemblea delle Generali conferma i vertici, il presidente Gabriele Galateri di Genola e il Ceo di gruppo Philippe Donnet, ma i Benetton, azionisti forti con il 4% del capitale, si schierano con la lista di Assogestioni. Una mossa, quella di Ponzano Veneto, che non ha tuttavia alcun intento polemico, né va letta in contrapposizione con i candidati di maggioranza presentati da Mediobanca e che hanno raccolto il consenso del 59% dei presenti (pari al 34% del capitale). Piuttosto, la scelta di Edizione risponde a logiche esclusivamente di mercato, la nuova strategia di portafoglio considera la quota nel Leone una partecipazione finanziaria. Senza contare che ciò consente di spegnere il dibattito attorno alle ipotesi di un possibile asse tra tutti i principali soci italiani, arrivati ormai a ridosso del 30%.
  • Mediolanum, utili in aumento del 21%
Banca Mediolanum ha chiuso il primo trimestre 2019 con un utile netto consolidato di 72,1 milioni di euro, in aumento del 21% rispetto al primo trimestre 2018. Il margine operativo è stato di 88,9 milioni in crescita del 43%, per effetto della crescita del business ricorrente e della sensibile stabilizzazione dei ricavi. Nel dettaglio le commissioni nette sono salite del 21% a 196 milioni e il margine di interesse a 51,4 milioni in aumento del 27%. Il totale delle masse gestite e amministrate si è attestato a 78,6 miliardi in aumento del 5% e del 6% rispetto a fine 2018, beneficiando sia della raccolta netta positiva, sia del recupero dei mercati nel primo trimestre.
  • Antiriciclaggio a rischio senza riservatezza sulle segnalazioni
In questi giorni sono apparse notizie di cronaca politica che facevano riferimenti espliciti a segnalazioni di operazioni sospette sotto il profilo della normativa antiriciclaggio e in particolare a soggetti segnalati, soggetti segnalanti e addirittura ai contenuti di queste segnalazioni. È necessario quindi fare un po’ di chiarezza su cosa sono tali segnalazioni, qual è la loro disciplina in termini di obblighi e sanzioni ed in particolare la tutela della riservatezza o meglio del segreto a cui sono sottoposte tali segnalazioni. I soggetti obbligati al rispetto dalla normativa antiriciclaggio (la categoria ormai è ampia ma in particolare gli intermediari bancari, assicurativi, finanziari, fiduciari e professionisti), prima di compiere un’operazione, inviano all’Uif (Unità di informazione finanziaria presso la Banca d’Italia) una segnalazione di operazione sospetta quando sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o che comunque i fondi, indipendentemente dalla loro entità, provengano da attività criminosa

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Il presidente di Berkshire Hathaway Warren Buffett ha detto che non è preoccupato per le recenti asserzioni del ceo di Tesla Elon Musk sul fatto che il gruppo potrebbe offrire un prodotto assicurativo più convincente rispetto agli assicuratori auto tradizionali.
“Il successo delle compagnie automobilistiche che entrano nel settore assicurativo è tanto probabile quanto il successo delle compagnie di assicurazione che entrano nel settore automobilistico”, ha detto Buffett, rispondendo a una domanda che il giornalista del New York Times Andrew Ross Sorkin ha posto durante l’assemblea annuale degli azionisti del Berkshire del 2019 di sabato

Handelsblatt

 

  • Hannover Re registra un incremento dell’utile all’inizio dell’anno
Il CEO uscente Ulrich Wallin presenta cifre trimestrali soddisfacenti. Il riassicuratore ha tratto beneficio dai pochi sinistri catastrofali. Grazie in parte al miglioramento del business della riassicurazione vita e malattia, il risultato netto del primo trimestre è stato di poco meno di 294 milioni di euro,  il 7 per cento in più rispetto all’anno precedente.