RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 01/05/2019

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Carlo Messina è scettico sul consolidamento delle grandi banche europee e, per il momento, si chiama fuori dal processo. Il flop del matrimonio tra Deutsche Bank e Commerzbank ha riacceso la speculazione sul mercato su un’eventuale nuova ondata di M&A, ma ieri l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo ha usato parole di grande prudenza nel corso dell’assemblea degli azionisti.
«Non sono convinto che ci sarà il consolidamento transfrontaliero di cui si parla. Per quanto ci riguarda, non vediamo la possibilità di creare maggior valore per gli azionisti attraverso delle combinazioni con altri gruppi bancari», ha spiegato Messina in proposito a possibili fusioni in Europa.
Niente Pir nel decreto crescita. La versione bollinata del provvedimento, prima della firma del presidente della Repubblica e l’approdo in Gazzetta Ufficiale, non contiene la norma prevista nella bozza entrata in Consiglio dei ministri lo scorso 2 aprile e approvata salvo intese, che rimodulava in modo graduale le quote da investire in pmi e venture capital obbligatorie per accedere alle agevolazioni fiscali legate ai piani individuali di risparmio, introdotti per la prima volta nel 2016. La formulazione prevedeva una serie di gradini per arrivare alla soglia. Si partiva da un iniziale 0,71% nel 2019, calcolato sulla percentuale del 70% del Pir da investire in titoli, azionari e obbligazionari, emessi da imprese italiane o europee con stabile organizzazione nel nostro Paese, per salire al 2,14% nel 2020 e al 5% nel 2021.
Già acquistate 5,5 milioni di azioni proprie al servizio di un piano di incentivi i
Il gruppo è il primo datore di lavoro in Italia con 138 mila addetti e spenderà 50 milioni di euro per comprare 7 milioni di titoli da destinare al personale. Lo scorso luglio la firma sul welfare

L’agroalimentare italiano vale quasi 400 mila addetti, che lavorano in poco meno di 7 mila imprese. Queste hanno generato un fatturato cumulato di oltre 140 mld di euro nel 2018 (+2,2% sul 2017). Di questi 140 mld, ben 42 provengono dall’export, ma a incassare la fetta maggiore della torta è l’industria, che esprime l’84% dell’export agroalimentare italiano. L’agricoltura, invece, non riesce ad avere la stessa dinamicità dell’industria alimentare sui mercati a causa della struttura finanziaria sottodimensionata delle aziende agricole e per difficoltà legate alla logistica del fresco. A fotografare le performance del comparto è l’outlook 2019 di Euler Hermes (gruppo Allianz).
Tenute del Cerro e Villa Russiz insieme per la distribuzione dei loro vini. L’accordo, che avrà una durata in esclusiva di 4 anni, è rafforzare la presenza sia sul mercato italiano sia su quello estero, con attenzione ai paesi a forte sviluppo come Cina, Russia, Canada, Asia, Nord Europa. Tenute del Cerro spa è una società agricola e vitivinicola del gruppo Unipol. Cinque tenute di proprietà di cui 4 vinicole tra Toscana e Umbria per un totale di 5.000 ettari, di cui circa 300 coltivati a vigneto. Villa Russiz è una cantina del Friuli, nata nel 1868; il suo fondatore introdusse nel Collio le varietà di viti francesi. L’azienda consta oggi di 45 ettari di vigneti Doc Collio. Per Antonio Donato, direttore generale di Tenute del Cerro e responsabile società agricole del gruppo Unipol, «la sinergia è un completamento del portafoglio vitivinicolo Unipol»
Vittoria assicurazioni ha chiuso il 2018 con un utile netto di 99,6 milioni di euro, in crescita del 27,1% rispetto all’anno precedente. La raccolta premi dei rami danni è aumentata del 4,2% a 1,19 miliardi e i premi vita sono cresciuti del 19,4% a 228,3 milioni, anche a seguito della conclusione di nuovi accordi distributivi. Il patrimonio netto è salito dell’11,1% a 810,3 milioni. Il Solvency II si è attestato al 256,8%. L’assemblea ha approvato la distribuzione di un dividendo pari a 0,30 euro per azione, in miglioramento rispetto a 0,28 euro dell’esercizio precedente. Il nuovo cda ha confermato Carlo Acutis presidente emerito, Andrea Acutis presidente e Cesare Caldarelli amministratore delegato.

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  • Bankitalia, via libera del governo alle nomine del direttorio
La decisione è stata in bilico fino a tarda sera, soprattutto per le resistenze della Lega. Ma alla fine il governo ha deciso di sbloccare le nomine per il direttorio della Banca d’Italia, l’organo di vertice dell’istituzione. Dopo la mediazione del premier Giuseppe Conte, il Consiglio dei ministri che si è riunito ieri sera ha dato il via libera alle quattro nomine all’ordine del giorno. L’unica passata «con riserva» è quella di Alessandra Perrazzelli, osteggiata dalla Lega per il suo passato da banchiera e per essere considerata vicina al Pd, in particolare al sindaco di Milano Giuseppe Sala. Passaggio più facile per gli altri tre componenti del direttorio, sempre indicati dal Governatore Ignazio Visco. Per Fabio Panetta, che sarà direttore generale, c’è una valutazione positiva. Mentre l’indicazione è sostanzialmente neutra per Daniele Franco e per Federico Signorini, la cui nomina era stata congelata a febbraio. Con questa mossa il governo di fatto evita che l’istituto di via Nazionale possa bloccarsi. Per poter funzionare, il direttorio deve avere almeno tre componenti su cinque, compreso il Governatore.
  • La Germania aumenta le pensioni. Da luglio assegni su del 3,1%
Buone notizie per i pensionati tedeschi: il governo ha dato il via libera ad aumenti dei ratei mensili a partire da luglio, che vanno da +3,18% in Germania occidentale al +3,91% a est. L’operazione, che costa alle casse dello Stato quasi undici miliardi di euro all’anno, determina una riduzione della forbice dei trattamenti pensionistici che c’è ancora tra i Laender dell’Ovest con quelli della ex Germania Est, e segue la tendenza al rialzo dei salari: l’aumento delle retribuzioni da lavoro per il 2019 è stato del 2,39% nella Germania occidentale e del 2,99% nei nuovi Laender.

  • Sicurezza, allarme amianto nei cantieri navali di Taranto
Tra le malattie professionali la più pericolosa — il cancro — in Italia è in calo leggero di quasi l’1% l’anno (per l’esattezza, -0,9% nel 2018 rispetto al 2017) e tra i fattori più ricorrenti nello scatenare i tumori legati al lavoro il più feroce è l’amianto, come rileva il nuovo rapporto dell’Osservatorio sulla sicurezza del lavoro presentato nei giorni scorsi dai consulenti del lavoro. E Taranto — nei cui cantieri navali per un secolo l’amianto è stato usato con generosità incosciente — ne è la vittima più colpita. I più esposti al terribile cancro da amianto sono stati i marinai e le persone vicine ai cantieri navali, nei quali il materiale è stato usato e disperso nell’aria in grandissime quantità per un secolo prima che se ne scoprisse la pericolosità e venisse vietato. Ecco Taranto (la prima causa di tumore non è legata all’Ilva: il terribile mesotelioma pleurico è prodotto dalle fibre diffuse su tutta la città fino ai primi anni ’90 dai cantieri della Marina), ma ecco i cantieri di Monfalcone (Gorizia) e di Marghera a Venezia e così via. E vi sono stati esposti per gli stessi motivi anche i lavoratori del settore della Difesa, come rilevano i dati del registro Renam dell’Inail che arrivano al 2015.
  • Vittoria: utile cresce a 99,6 milioni
L’assemblea di Vittoria Assicurazioni, che ha confermato il tandem di vertice (il presidente Andrea Acutis e l’amministratore delegato Cesare Caldarelli) ha approvato il bilancio 2018 chiuso con un utile netto di 99,6 milioni (+27,1%) e premi in crescita: +4,2% nel Danni e +19,4% nel vita.
  • Credem stacca cedola da 66 milioni
L’assemblea degli azionisti di Credem, presieduta da Lucio Igino Zanon di Valgiurata, ha approvato ieri il bilancio 2018 e la distribuzione di un dividendo di 0,20 euro, stabile rispetto al 2017. Il monte dividendi complessivo ammonta a 66,3 milioni che portano ad oltre 280 milioni i dividendi distribuiti negli ultimi cinque anni.
  • Generali chiude su Leben
Generali ha annunciato ieri che è stata perfezionata la cessione dell’89,9% delle azioni di Generali Leben a Viridium Gruppe e, contestualmente, ha siglato l’accordo per una partnership industriale con Viridium dedicata al mercato assicurativo tedesco e finalizzata alla gestione del portafoglio Vita. Termini e condizioni della transazione sono in linea con l’annuncio della cessione, comunicata nel luglio 2018, che prevede una valutazione complessiva del 100% di Generali Leben pari a 1 miliardo di euro. Inoltre, al gruppo Generali verranno rimborsati 882 milioni di strumenti subordinati. Nell’ambito dell’operazione, Generali conserva una quota pari al 10,1% di azioni in Generali Leben e un posto nel consiglio di sorveglianza.