In Lombardia un terzo del factoring italiano: 17,5 mld

La Lombardia si conferma la regione leader per il factoring, un business che in Italia coinvolge 33 mila imprese, quasi la metà (47%) piccole medie, e muove oltre 240 miliardi di euro, un volume d’affari che vale il 14% del PIL nazionale e che negli ultimi dieci anni è cresciuto ad un ritmo di oltre il 7% all’anno.

Il factoring è lo strumento finanziario attraverso il quale le aziende possono incassare subito i crediti commerciali che vantano nei confronti dei propri clienti, cedendoli ad una società specializzata. Secondo le rilevazioni sui clienti cedenti effettuate da Assifact, l’associazione italiana per il factoring che riunisce gli operatori del settore, la sola Lombardia, con quasi 17,5 miliardi di euro, rappresenta il 31,74% del volume in essere a livello nazionale di questo tipo di operazioni, davanti al Lazio con il 20,89% e al Piemonte con il 13,70%.

La provincia di Milano fa la parte del leone con circa 13 miliardi di euro di crediti in essere, pari a tre quarti (75%) del totale regionale. Seguono le province di Monza e Brianza (4,60%), Mantova (4,46%), Brescia (4,43%), Bergamo (3,85%), Varese (2,27%), Cremona (1,75%), Lecco (1,29%), Como (1,28%), Pavia (0,64%), Sondrio (0,20%) e Lodi (0,15%).

Anche nella classifica rispetto al debitore ceduto, cioè le aziende i cui debiti commerciali sono stati ceduti dai creditori alle società di factoring, la Lombardia è la prima regione con il 24,87% del totale nazionale, seguita dal Lazio con il 22,99% e dall’Emilia Romagna con l’8,52%.

A livello provinciale anche in questo caso Milano concentra la gran parte dei debiti ceduti (64,89%), seguita da Bergamo (9,49%), Brescia (6,32%), Monza e Brianza (4,67%), Mantova (4,32%), Varese (2,47%), Cremona (2,45%), Como (1,65%), Lecco (1,63%), Pavia (1,15%), Lodi (0,51%), Sondrio (0,44%).

Oltre che incassare in tempi più brevi i crediti commerciali, grazie al factoring le imprese possono ottimizzare la gestione del capitale circolante – anche attraverso anticipi – a costi competitivi rispetto ai finanziamenti bancari, senza rischiare di essere messe in ginocchio dai ritardi dei pagamenti. Secondo le rilevazioni del DAP, il Database sulle abitudini di pagamento di Assifact, il tempo medio di pagamento di una fattura in Italia è infatti di 74 giorni (34 giorni la media europea calcolata da Intrum Iustitia), con ritardi particolarmente gravi da parte della Pubblica Amministrazione: 104 giorni il tempo medio di pagamento contro 40 della media europea.