Crif, nel I trimestre frenano le richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane: -3,11%.

Dalle elaborazioni effettuate sulla base del patrimonio informativo di EURISC – il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF – emerge un quadro non confortante relativamente all’andamento delle richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane.

Infatti, dopo un 2018 che si era caratterizzato per una lieve crescita, accentuatasi nell’ultimo trimestre (che aveva fatto segnare un +4,1%), i dati relativi al I trimestre dell’anno evidenziano un calo pari a -3,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a cui si accompagna anche una flessione dell’importo medio richiesto (-1,9%), che torna ai valori rilevati nel primo trimestre del 2015.

Entrando maggiormente nel dettaglio, l’analisi condotta da CRIF mette in evidenza un calo sia per le Società di capitali (-1,9%) sia per le Imprese individuali (-4,9%). L’incertezza circa l’andamento del PIL, con le previsioni al ribasso, la probabile contrazione dell’attività economica e il peggioramento degli indicatori di fiducia potrebbero aver indotto le imprese italiane ad adottare un approccio attendista in questo primo scorcio d’anno.

Un’altra evidenza significativa che emerge dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF è rappresentata dal calo dell’importo medio richiesto che nel I trimestre dell’anno si attesta a 63.005 Euro nell’aggregato di imprese individuali e società (a livello di intero anno 2018 era risultato pari a 68.301 Euro, seppur in flessione rispetto al 2017).

Nello specifico, le Imprese individuali hanno mediamente richiesto 29.104 Euro, con una contrazione del -8,2%, contro gli 85.860 Euro delle Società (-1,1% rispetto al I trimestre 2018).

Analizzando il dato relativo al I trimestre di ogni anno, per entrambi i segmenti si tratta dell’importo medio più basso degli ultimi 6 anni.

Relativamente alla distribuzione per classi di importo, nel primo trimestre 2019 quasi un terzo del totale delle richieste (il 33,4% del totale, per la precisione) si colloca nella fascia al di sotto dei 5.000 Euro in virtù del peso preponderante delle richieste presentate da ditte individuali e micro imprese. Per altro il dato risulta in lieve diminuzione (-0,5 punti percentuali rispetto) rispetto allo stesso periodo del 2018.

Aumentano invece le richieste di importo compreso tra 10.001 e 50.000 Euro, che complessivamente raggiungono una quota pari al 36,2% del totale (+1 punto percentuale rispetto al primo trimestre dello scorso anno). Le richieste al di sopra dei 50.000 Euro, tipicamente presentate da imprese più strutturate e di dimensione maggiore, rappresentano un quinto del totale.