Assicurativo, frenata cinese

Studio allianz
di Massimo Galli

Il volume dei premi assicurativi a livello globale ha raggiunto l’anno scorso 3.655 miliardi di euro, escluso il segmento salute. Rispetto al 2017 l’incremento nominale, tenuto conto degli effetti valutari, è stato del 3,3%. È quanto emerge dai dati resi noti da Allianz Research (gruppo Allianz). Il 2018 è stato il terzo anno consecutivo in cui la crescita globale dei premi è rimasta indietro rispetto allo sviluppo dell’attività economica (+5,7%). La penetrazione assicurativa (premi in rapporto al pil) è scesa al 5,4%, il livello più basso degli ultimi 30 anni. I rischi aumentano, ma la protezione è in flessione.
Una sorpresa è arrivata dalla Cina: il paese asiatico, dopo essere stato per anni il principale traino alla crescita globale dei premi, contribuendo nel 2017 per quasi il 60% del totale, nel 2018 ha rappresentato soltanto il 4%. Responsabile della frenata è il mercato vita, penalizzato dalla stretta regolamentare sulla vendita di prodotti wealth management da parte degli intermediari assicurativi. In gran spolvero, invece, Stati Uniti (42%) e Giappone (11%). «Il 2018 non rappresenta la fine della crescita dei mercati asiatici», ha commentato Michael Heise, capo economista di Allianz. «Al contrario. La regolamentazione più stringente adottata in Cina è più che benvenuta, rappresentando una nuova fase di crescita più bilanciata e sostenibile».
In Europa i premi sono saliti del 2,1% e il volume totale ha superato, per la prima volta in assoluto, la soglia dei mille miliardi di euro. Bene i danni, con un incremento del 3,1% che non si vedeva dal 2003. Più contenuto lo sviluppo del vita (1,7%), nel quale preoccupa la penetrazione assicurativa, scesa al 4,5% dal 5,6% del 2007. Una frenata definita «grave» da Michaela Grimm, economista di Allianz Research. «Il persistente contesto di mercato, caratterizzato da bassi rendimenti, gioca un ruolo determinante».
Quanto all’Italia, nel 2018 si è posizionata quattordicesima con premi totali in aumento dell’1,9% e, dopo otto anni di sviluppo alternato, vita e danni sono entrambi cresciuti, rispettivamente del 3 e dell’1,6%.
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