Ania sceglie F2i per la gestione del fondo infrastrutturale da 500 milioni

L’associazione delle compagnie assicurative ha sciolto le ultime riserve sull’incarico alla sgr guidata da Ravanelli. Battute in volata Dws e Partners Group
di Andrea Montanari

Prende forma il progetto di Ania di dare vita a un fondo d’investimento da almeno mezzo miliardo per investire in Italia. L’associazione che rappresenta le compagnie di assicurazione ha preso una decisione definitiva in merito alla società specializzata che dovrà gestire il veicolo stesso. La sfida a tre tra F2i sgr, Deutsche Bank asset management (Dws) e Partners Group sgr (gruppo multinazionale nato in Svizzera nel 1996), secondo indiscrezioni di mercato raccolte da MF-Milano Finanza, è stata vinta, a un passo dal traguardo dal fondo infrastrutturale guidato dall’ad Renato Ravanelli, partecipato tra gli altri da Cdp, Unicredit , Intesa Sanpaolo , Ardian, Cic, le casse dei professionisti e dalle principali fondazioni di derivazione bancaria.
Al progetto, come già riferito più volte da questo giornale, guardano con particolare attenzione anche le grandi compagnie assicurative (Allianz , Generali , Intesa , Axa , Cattolica e Poste Vita), pronte a sottoscrivere le quote del nascente fondo. L’obiettivo dell’Ania è quello di scendere in campo per sostenere l’economia nazionale investendo in particolare nelle infrastrutture del Paese.
Si parte da un patrimonio di 500 milioni, anche se il target finale da centrare nel giro di qualche anno, è quello del miliardo di raccolta, in modo tale da attirare anche l’interesse delle altre imprese del settore. Va detto che proprio alla fine dello scorso anno, la presidente dell’associazione di categoria, Maria Bianca Farina, aveva annunciato l’interesse a partire il prima possibile, fissando come obiettivo l’inizio del 2019.

L’idea è quella di costituire un veicolo nel quale possano essere convogliate le risorse delle compagnie di assicurazione che decideranno di aderire all’iniziativa e «quando saremo pronti apriremo il progetto anche alle casse previdenziali e ai fondi pensione», aveva dichiarato nei mesi scorsi la stessa Farina, aggiungendo poi l’intenzione di aprire «anche alla Cdp e a tutti gli altri stakeholders che possono essere funzionali al piano».
Per quanto riguarda la tipologia d’investimento, le compagnie si starebbero poi orientando verso un fondo di tipo equity. Va detto che, in ambito assicurativo c’è già chi si è già mosso dando vita a un fondo di debito nelle infrastrutture.
Il gruppo Generali aveva annunciato il lancio di una nuova piattaforma, Generali Investment Partners, per investire sul debito infrastrutturale per clienti sia interni sia esterni, con l’obiettivo di arrivare a 2,5 miliardi di asset gestiti nei prossimi 5 anni, cui si aggiunge 1 miliardo di asset provenienti dalla stessa compagnia. (riproduzione riservata)

Fonte: logo_mf