Vittoria esce dalla borsa

La famiglia Acutis lancia un’opas da 385 milioni per il delisting

Il titolo spicca il volo e chiude a +19,7%
Vittoria Capital, società controllata dal presidente emerito Carlo Acutis tramite Yafa, ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio su Vittoria assicurazioni, finalizzata al delisting. L’offerta riguarda il 40,76% del capitale. Il corrispettivo potrà essere in denaro, pari a 14 euro per azione, oppure in carta, pari a 1,4 azioni ordinarie Vittoria Capital, per un esborso massimo complessivo di 385 milioni di euro in contanti. Si tratta di un premio del 19,5% rispetto al prezzo medio ponderato del titolo di martedì.
L’offerta, spiega la società presieduta da Andrea Acutis, costituisce uno strumento di attuazione del programma dell’offerente volto a promuovere la revoca delle quotazioni da Borsa italiana. «Le motivazioni dell’offerta risiedono principalmente nella volontà dell’offerente di perseguire la semplificazione della governance a livello di gruppo, allo scopo di meglio valorizzare una visione industriale di medio-lungo periodo di Vittoria assicurazioni. L’offerta consentirà al gruppo facente capo a Yafa di integrare pienamente le proprie attività, attraverso una semplificazione della struttura proprietaria di Vittoria assicurazioni. In tale contesto, dopo il completamento dell’offerta, l’offerente valuterà l’opportunità di procedere alla fusione dell’offerente nell’emittente medesimo (cosidetta fusione inversa). Promuovendo l’offerta, l’offerente intende concedere agli attuali azionisti terzi di Vittoria assicurazioni un’opportunità di disinvestire agevolmente le loro azioni, e a condizioni più favorevoli di quelle registrate nei mesi scorsi sul mercato, fermo restando, in ogni caso, il diritto di tali azionisti di optare per la consegna del corrispettivo alternativo e, dunque, di continuare a partecipare, sia pure indirettamente, al capitale dell’emittente per il tramite di Vittoria CapitaI».
In sostanza, spiegano fonti di mercato, l’azionista, uscendo da Piazza Affari, intende avere meno vincoli e maggiori margini di manovra.
Nel caso in cui all’esito dell’offerta, per effetto delle adesioni e di acquisti eventualmente effettuati al di fuori della stessa, l’offerente venisse a detenere una partecipazione complessiva superiore al 90% ma inferiore al 95% del capitale, non sarà ripristinato un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni del titolo. Il conseguente obbligo di acquistare le restanti azioni dagli azionisti dell’emittente che ne facciano richiesta, sarà adempiuto dall’offerente. Ieri il titolo Vittoria ha spiccato il volo, mettendo a segno un rialzo del 19,73% a 13,96 euro.
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