Veterinari, crescono utili e patrimonio dell’Enpav

di Simona D’Alessio
Progressi sul fronte del patrimonio (incluse le riserve) che ammonta a «693,4 milioni di euro» (+10,6% in un anno), nonché su quello degli utili conseguiti, pari a «55,5 milioni», saliti del 2% rispetto alla performance del 2016 per l’Enpav (Ente previdenziale e assistenziale dei veterinari). È quanto si legge nel bilancio consuntivo per il 2017, approvato dall’assemblea dei delegati della Cassa, che evidenzia pure una crescita dei contributi del 6,8% e un incremento delle prestazioni pensionistiche del 5,7% (dati che permettono di «avere un indice di copertura positivo pari a 2,71, dato dal rapporto tra entrate per contributi e uscite per pensioni»), mentre «stabile» è il rapporto tra iscritti e pensionati che si attesta a più di 4 professionisti aderenti all’ente per uno in quiescenza. Tali indicatori, tiene a precisare l’Enpav, «sono particolarmente significativi nei sistemi pensionistici a ripartizione, in quanto il loro andamento sta a dimostrare che la collettività degli iscritti e dei pensionati è in una situazione di equilibrio dal punto di vista previdenziale, considerato che gli attivi e, quindi, le entrate per contributi, sono superiori alle passività e alla numerosità dei pensionati».
Al 31 dicembre dello scorso anno, dice a ItaliaOggi il presidente dell’Enpav Gianni Mancuso, i veterinari iscritti in attività alla Cassa erano «29.700 circa, cui si aggiungono quasi 6.400 pensionati». A oltre dieci anni dallo scoppio della crisi economica globale, la categoria vede i propri redditi restare «in un orizzonte di stabilità, o di lieve crescita», sebbene la media dei guadagni degli associati risenta ancora della congiuntura negativa poiché, dice il vertice dell’ente, è «pari a circa 17.000 euro lordi annui»; nell’ultimo decennio, sottolinea, è stata incrementata l’azione di recupero crediti per gestire le morosità nel versamento dei contributi.
I delegati che hanno varato il bilancio si sono riuniti nella cosiddetta «Disneyland del cibo», ovvero nell’auditorium di Fico (l’acronimo che sta per Fabbrica italiana contadina), il parco agroalimentare bolognese nel quale l’Enpav, insieme ad altre Casse professionali dell’area sanitaria e tecnica, ha effettuato un investimento (si veda anche ItaliaOggi Sette del 5 marzo 2018).
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