Uber farà volare i suoi taxi

I nuovi apparecchi saranno elettrici e a metà strada fra i droni e gli elicotteri

Porteranno 4 passeggeri a una velocità di 240-320 km/h
di Simonetta Scarane
Un prototipo di taxi volante di Uber
Il sogno di Uber è di riuscire a far decollare i propri taxi volanti nel 2023. Entro quella data Uber ha confermato di voler lanciare il proprio servizio commerciale di taxi volanti per ridurre i tempi dei trasferimenti evitando gli imbottigliamenti nel traffico. Il nuovo servizio, denominato Uber Air, a lungo termine sarà con taxi volanti a guida autonoma, senza pilota per ridurre i costi e offrire tariffe più abbordabili rispetto al noleggio dell’auto. Un obiettivo ambizioso ma non irrealistico, ha dichiarato a Le Monde il responsabile della divisione Uber Elevate, Eric Allison. I test dovrebbero cominciare nel 2020 a Los Angeles, Dallas e Dubai, ma per partire è necessaria l’autorizzazione delle autorità americane e la data del 2023 è ritenuta un po’ troppo ottimistica, secondo quanto ha riportato Le Monde. Inoltre, l’amministrazione dell’aviazione Usa ha già fatto sapere che non farà sconti sulla sicurezza.
I taxi di Uber saranno apparecchi elettrici a metà strada fra un drone e un elicottero, capaci di prendere il volo da piattaforme di decollo e atterraggio verticale, piazzate sui tetti degli edifici e nei parcheggi, in grado di gestire diverse centinaia di partenze e arrivi ogni ora. Mille nelle ore di punta. Inoltre, i taxi volanti potranno trasportare quattro passeggeri e raggiungere una velocità compresa fra i 240 e i 320 chilometri l’ora. A regime, Uber vuole disporre di centinaia di veicoli volanti nelle grandi città.

Per mantenere le promesse, la piattaforma americana per il noleggio di vetture con conducente sta moltiplicando le iniziative: oltre a collaborare con alcune industrie per realizzare il nuovo apparecchio sta sviluppando anche un nuovo design per le batterie al litio e sta ideando un sistema informatizzato di controllo aereo e un nuovo algoritmo per coordinare i taxi volanti con le autovetture del suo servizio di noleggio con conducente (Vtc).
Per funzionare, il sistema necessita di una precisione senza precedenti, perchè ogni apparecchio starà fermo a terra per soli cinque minuti per ricaricare le batterie, sbarcare i passeggeri e imbarcarne altri.

Fedele alla propria strategia di impresa, Uber si limiterà a gestire la piattaforma. Infatti, il gruppo non costruirà i taxi volanti, né gli acquisterà, né si occuperà di mantenerli. E neppure costruirà gli eliporti: Per sé ha ritagliato un ruolo di controllo operativo diretto e stabilirà i vincoli che i partner dovranno rispettare. Uber si è associata con cinque gruppi aeronautici, fra i quali anche il costruttore brasiliano Embraer e il fabbricante americano di droni, Aurora, acquisito da Boeing a fine 2017. Inoltre, ha ufficializzato una partnership con l’esercito americano per sviluppare rotori più silenziosi. Infatti, il rumore potrebbe rappresentare un freno all’autorizzazione a volare in città. L’altra sfida è l’autonomia delle batterie e i tempi di ricarica.
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