Risarcimento del danno da morte anche al convivente more uxorio pur in assenza di coabitazione

GIURISPRUDENZA

Autore: Bianca Pascotto
ASSINEWS 297 – maggio 2018

 

LA CASSAZIONE HA RIVISITATO IL DIRITTO AL DANNO NON PATRIMONIALE DEL CONVIVENTE MORE UXORIO RICONOSCENDOLO SEMPRE IN PRESENZA DI UN RAPPORTO AFFETTIVO STABILE E CONSOLIDATO

La società ed i rapporti familiari hanno subito una notevole trasformazione, quasi mai recepita dal legislatore e con fatica dalla giurisprudenza, la quale è comunque chiamata a comporre il puzzle dei diritti che sorgono dai mutati assetti sociali. Le convivenze di fatto sono ormai una realtà che coinvolge ben oltre 1 milione di coppie nel nostro paese e solo con la recente L. n. 76/2016 hanno trovato una parziale e camuffata disciplina.

La giurisprudenza aveva già, in più occasioni, riconosciuto ai convenienti more uxorio alcuni diritti, recependo la legittimità di posizioni giuridiche che non potevano rimanere prive di tutela e tra di esse il diritto ad ottenere il risarcimento dei danni in caso di decesso del partner per fatto illecito del terzo. Condizione sine qua non per la titolarità di detto diritto è che tra la coppia di fatto esista una convivenza stabile e continua. Ora recente pronuncia della Suprema Corte – sentenza del 13 aprile n. 9178 – ha confermato il riconoscimento del diritto al risarcimento del danno per la perdita del convivente, elaborando una critica e un allargamento del concetto di convivenza che meglio rappresenta il legame ed il rapporto di una coppia di fatto dei nostri giorni.

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