L’Italia dà una spinta alla trimestrale di Allianz

Il Paese ha il miglior combined ratio (80%) del gruppo assicurativo tedesco e rappresenta il 22% degli utili operativi nel Danni
di Anna Messia
L’Italia continua a essere un’importante locomotiva per il gruppo Allianz . Ieri il colosso assicurativo tedesco ha comunicato i dati del primo trimestre, chiuso con un utile netto (escluse le quote di terzi) di 1,94 miliardi di euro, in aumento del 6,8% rispetto agli 1,82 miliardi di marzo 2017, e il mercato italiano, il secondo per importanza per Allianz subito dopo la Germania, è stato quello che ha registrato il migliore risultato operativo nel settore Danni, pesando per 283 milioni di euro rispetto agli 1,274 miliardi (+1,2%) registrati complessivamente dal gruppo guidato da Oliver Baete. In pratica più del 22%. In Germania le catastrofi naturali, in particolare della tempesta Friderike che lo scorso gennaio si è abbattuta sul Nord Europa, hanno provocato invece un aumento dei sinistri nel ramo Danni, con il combined ratio che nel Paese ha raggiunto quota 100,9%, in salita del 7,3%. Mentre l’Italia ha brillato ancora una volta con il minor combined ratio del gruppo, sceso addirittura di 1,8 punti percentuali all’80% (più l’indice è basso migliore è la produttività del ramo Danni). Il combined ratio complessivo del gruppo Allianz si è attestato al 94,8% e l’obiettivo di raggiungere il 94% resta confermato, ha detto ieri il group cfo, l’italiano Giulio Terzariol, presentando i numeri della trimestrale agli analisti. Così come confermato resta l’obiettivo del gruppo Allianz di raggiungere un risultato operativo per l’intero 2018 compreso tra 10,6 e 11,6 milioni, visto che i 2,8 miliardi del primo trimestre (-6% a causa di un effetto valuta e di minori voci straordinarie) rappresentano proprio il 25% del traguardo di fine anno. Tornando all’Italia, «il primo trimestre dell’anno ha confermato l’efficacia del piano strategico, focalizzato sulla stabilizzazione del business motor e sulla crescita nei vari rami, con un modello di servizio che vede la figura dell’agente professionista come centrale», ha commentato ieri Giacomo Campora, che dallo scorso gennaio è amministratore delegato di Allianz spa. «I risultati dei primi tre mesi dell’anno sono incoraggianti e costituiscono una buona base di partenza». Anche nel ramo Vita le manovre sono in corso benché in questo caso il contributo dell’Italia (71 milioni, -1% nel trimestre) al risultato operativo di gruppo (1,069 miliardi, -7,4%) sia decisamente più contenuto. La raccolta premi Vita di Allianz spa nel trimestre si è attestata a 2,7 miliardi di euro (+2,6%), con la spinta sui prodotti capital light (+3,1%), la cui incidenza sui premi e sulla nuova produzione, ben oltre l’80%, è nettamente superiore alle medie di mercato. Il new business margin nel periodo gennaio-marzo è stato del 2,6% (dal 2,2% di un anno prima). Buona la crescita a doppia cifra anche della raccolta della bancassurance (Allianz è partner di Unicredit ), così come quella del canale agenti, grazie sia a prodotti capital light sia a polizze di puro rischio. Complessivamente i premi Vita e Danni di Allianz Italia sono ammontati nel primo trimestre 2018 a 3,8 miliardi di euro (+1,8%) e l’utile operativo a 360 milioni di euro, in linea con l’analogo periodo 2017. (riproduzione riservata)
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