di Simona D’Alessio
L’Ente previdenziale pluricategoriale Epap (che annovera dottori agronomi e forestali, chimici, geologi e attuari) archivia il 2017 con un avanzo di gestione contabile che «si consolida a 14,9 milioni di euro». E il patrimonio netto arriva a sfiorare i 106 milioni, distinguendosi per un’impennata del «16% sul 2016» e per una crescita dei valori medi dell’ultimo quinquennio «superiore al 30%». A renderlo noto la stessa cassa pensionistica privata, dopo aver tirato le somme sull’esercizio dello scorso anno; le cifre raggiunte, viene riferito, consentiranno, pur con la prevista distribuzione dell’extra rendimento maturato tra il 2013 e il 2017 sui montanti dei professionisti iscritti («oltre 21 milioni già deliberati e circa 6 risultanti dal bilancio 2017»), di «conservare una congrua riserva prossima al 10%, del valore dei fondi istituzionali». Al netto delle spese e delle tasse, inoltre, il portafoglio dell’ente ha registrato, a valori di mercato, «un rendimento pari al 5,47%».
La platea degli iscritti contribuenti ammonta a 19.263 unità (mentre la popolazione complessiva che è negli elenchi dell’Epap è di 29.539 professionisti), e presenta un andamento «leggermente decrescente» nel corso degli ultimi anni a destare allarme, però, è la tendenza al ribasso delle entrate dei dottori agronomi e forestali, giacché calano sia i guadagni dei singoli, sia i volumi d’affari dichiarati: si registrano flessioni del «12% del contributo soggettivo riferito ai redditi del 2016 rispetto a quelli del 2015», poi «-13,4% dell’integrativo maturato sui ricavi» dello stesso periodo, «raggiungendo, per il contributo integrativo, i più bassi livelli del decennio». Sostanzialmente invariati, invece, i redditi ed i volumi d’affari dei chimici e degli attuari, mentre si rileva un -2,6% del volume d’affari dei geologi, categoria che, si puntualizza, conferma una tendenza «costantemente negativa dell’ultimo decennio, in cui ha cumulato una perdita di oltre il 20%». Il decremento delle entrate, racconta il presidente dell’Epap Stefano Poeta, si concentra nelle regioni centro-meridionali del paese e, alla luce delle valutazioni fatte su tali numeri, assumono sempre maggiore rilevanza «gli interventi di welfare attivo a sostegno della professione avviati».
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