L’auto accelera ma Fca non brinda

In italia le immatricolazioni sono cresciute del 6,5% superando 171mila unità in aprile

Il Lingotto però ha registrato una flessione del 2% a 46mila vetture, per via del calo di Fiat e Lancia. Molto bene Jeep, che sostiene i volumi anche negli Usa, in crescita del 5%
di Luciano Mondellini
Il mercato automobilistico italiano è tornato a crescere in aprile dopo lo stop di marzo (quando il settore perse il 5,7%) e lo ha fatto in misura sostanziosa (+6,5% rispetto all’aprile 2017) riportando in territorio positivo il saldo dei primi quattro mesi 2018 (che ora vantano un +0,24% rispetto al corrispondente periodo del 2017). Ma in questo quadro colpisce il risultato di Fca , che in aprile ha visto calare le proprie immatricolazioni di oltre il 2% a poco oltre 46mila unità.
Il mese scorso infatti in Italia sono state vendute oltre 171mila automobili. Una cifra superiore del 6,5% a quella dell’aprile 2017 che, come ha rilevato il Centro Studi Promotor, conferma che il mercato italiano dell’automobile, in linea con l’andamento delle immatricolazioni in quasi tutti i Paesi del mondo, poggia su una domanda sostanzialmente solida (il dato negativo di marzo era stato interpretato come una conseguenza dell’incertezza post-elettorale). Tra l’altro, nei dati di aprile va segnalato un buon incremento delle vendite ai privati, tra i quali comincia a diffondersi il noleggio a lungo termine. I concessionari sono comunque cauti sull’andamento delle vendite nel prosieguo del 2018. Secondo un sondaggio realizzato da Quintegia sui top 100 dealer italiani, solo il 5% degli imprenditori prevede un’ulteriore crescita delle immatricolazioni rispetto allo scorso anno, contro il 55% che stima contrazioni in media attorno al 5%. Ancora peggiore è il sentiment sulle vetture diesel, le cui vendite subiranno una pesante flessione per il 95% degli intervistati.
In questo scenario Fca ha visto le proprie immatricolazioni calare in aprile del 2,1% a poco oltre 46mila unità. E questo nonostante l’exploit di Jeep, che ha visto le proprie immatricolazioni più che raddoppiare (+124%) a 7.500 unità. Hanno pesato sui dati del Lingotto soprattutto i forti cali del brand Fiat (-12%) e di Lancia/Chrysler (-25%). Secondo alcuni operatori, questo elemento è anche legato al piano industriale, che l’amministratore delegato della casa italo-statunitense rivelerà l’1 giugno a Balocco, in provincia di Vercelli. L’imminenza del nuovo programma strategico e dei modelli ivi previsti avrebbe rallentato la propensione all’acquisto (soprattutto per quanto riguarda il brand Fiat ) oltre al fatto che per scelta aziendale il management del Lingotto ha scelto di ridurre l’impegno nella fornitura delle flotte aziendali.
I risultati delle immatricolazioni italiane (resi noti a borsa chiusa) non hanno influenzato il titolo Fca in borsa, dove ha guadagnato il 2,5% a 19 euro. A premiare l’azione del Lingotto sono stati soprattutto i dati delle immatricolazioni statunitensi resi noti l’1 maggio. Negli Usa Fca ha immatricolato in aprile oltre 184 mila auto mettendo a segno un incremento del 5% rispetto ai dati dello stesso mese del 2017. A trainare le vendite è stato anche in Nord America il brand Jeep che ha toccato un nuovo record a 82.641 unità vendute, grazie soprattutto ai modelli Wrangler e Compass. (riproduzione riservata)
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