Icahn all’attacco

L’investitore attivista: così la società è sottovalutata

Contesta il delisting di AmTrust

L’investitore attivista Carl Icahn sta contestando il tentativo, da parte dei proprietari di AmTrust Financial Services, uno dei più grandi assicuratori dei pagamenti dei lavoratori negli Stati Uniti, di delistare la società, accusandola di non avere trattato correttamente i propri azionisti. In una lettera al cda, Icahn sostiene che le famiglie Karfunkel e Zyskind, che controllano la compagnia, si stanno «apertamente avvantaggiando» a spese degli azionisti di minoranza. Icahn, che detiene il 9,3% di AmTrust, ha detto che il board dovrebbe respingere il voto degli azionisti sul going-private deal, che indica operazioni, organizzate spesso da manager o azionisti di controllo, che mirano a rilevare l’intero capitale di una società quotata, determinandone la cancellazione dal listino. Il voto si terrà il 4 giugno.
Icahn ritiene che l’operazione da 2,7 miliardi di dollari (2,29 mld euro) sottovaluti il reale valore di AmTrust. La società ha «furtivamente» stabilito una data per il voto sulla transazione, ma non ha avvertito azionisti e mercato. Ciò ha privato del diritto di voto gli investitori che avevano comprato, da quel momento in poi, decine di milioni di azioni AmTrust. Icahm sta valutando opzioni legali «per correggere una manifesta ingiustizia, nel caso in cui il board non dovesse riuscire a cambiare la record date e quella dell’assemblea».
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