CRIF: nuovi flussi mutui -3,1% nel 2017

Il calo della domanda con finalità di surroga registrato nel corso del 2017 ha provocato un rallentamento dei nuovi flussi di mutui erogati.

In particolare, i nuovi flussi hanno registrato un calo dell’11,5% nel quarto trimestre dello scorso anno e del 3,1% nell’arco dell’intero 2017.

Secondo la Bussola Mutui Crif (bollettino trimestrale firmato CRIF e MutuiSupermarket.it che offre una panoramica aggiornata e completa delle tendenze in atto nel mercato italiano dei mutui residenziali e immobiliare) per quanto riguarda i prezzi, nel primo trimestre del 2018 si è osservata una riduzione degli spread medi di offerta per mutui a tasso variabile e mutui a tasso fisso: per una operazione di mutuo di 140.000 euro, durata 20 anni, valore immobile 220.000 euro, la media trimestrale dei migliori spread per mutui a tasso variabile si riduce dall’1% del quarto trimestre allo 0,7%.

Sullo stesso periodo, la media dei migliori spread per mutui a tasso fisso diminuisce dallo 0,3% avvicinandosi a valori prossimi allo zero.

Inoltre, dopo la contrazione registrata negli ultimi trimestri, nei primi tre mesi dell’anno si è stabilizzato il peso della domanda di mutui con finalità surroga, almeno sul canale online: circa il 29% del totale delle richieste è stato raccolto su internet, contro il 27% del quarto trimestre.

La quota di interesse da parte di privati e famiglie per mutui con finalità surroga è da mettersi in relazione, da un lato, a tassi di riferimento IRS per i mutui a tasso fisso stabili e a livelli sempre molto contenuti, dall’altro, all’introduzione ad inizio anno da parte di numerosi Istituti di Credito di nuove offerte di mutuo di surroga a tassi particolarmente vantaggiosi e allettanti. Le dinamiche della domanda di mutui con finalità surroga, sono infatti profondamente legate all’andamento dei tassi di riferimento IRS utilizzati per mutui a tasso fisso, in quanto nel primo trimestre 2018 i richiedenti sul canale internet di mutui con finalità surroga hanno scelto nel 70% dei casi mutui a tasso fisso (vs. un 67% del precedente trimestre).