Brexit: quali conseguenze per la solvibilità delle compagnie?

Le negoziazioni politiche sono tuttora in corso, ma una cosa è certa: il Regno Unito uscirà dalla UE.

Le compagnie di assicurazione stabilite oltre Manica non faranno quindi più parte di un mercato unico e non saranno più sottoposte alla regolamentazione prudenziale di Solvency II, cosa che obbligherà le compagnie europee a rivedere la valuzione dei rischi e della solvibilità.

 

L’EIOPA invita le Authority nazionali alla vigilanza, affinché le compagnie possano essere preparate a gestire questi rischi. “Le riserve tecniche e il livello di capitale richiesto dagli assicuratori e riassicuratori potrebbe essere impattato da questi cambiamenti regolamentari”, sottolinea l’Autorità di vigilanza europea.

Solvency II distingue infatti le esposizioni all’interno e al di fuori della UE. Il calcolo del rischio spread, del rischio di concentrazione del mercato e del rischio di fallimento della controparte si basa infatti sul rating degli asset. Se questo è effettuato da agenzie di rating britanniche, al di fuori della UE, dovrà essere rivisto di conseguenza. Anche la qualità del credito delle obbligazioni britanniche potrebbe essere colpito dalla Brexit.

Per le compagnie che si riassicurano oltre Manica, le cose rischiano di essere più complicate se i riassicuratori britannici non sono più autorizzati ad esercitare nel loro Paese. Tali compagnie dovranno dunque ridurre i loro crediti nei confronti di questi riassicuratori, perché rischierebbero di non essere rimborsati o di avere ritardi nei rimborsi.

 

Inoltre, le controllate degli assicuratori britannici – la cui casa madre sarà situata in un paese terzo – stabiliti in altri Stati membri dell’UE non potranno più utilizzare il modello interno del gruppo. Dovranno presentare questo modello interno all’approvazione dell’autorità del loro paese o, in caso contrario, utilizzeranno la formula standard per il calcolo del requisito patrimoniale di solvibilità.