State street, più spazio alle strategie Esg

Il 68% dei fondi pensione ha dichiarato che l’integrazione nelle proprie strategie di investimento di una strategia Esg (environmental, social and governance, ovvero ambientale, sociale e di buon governo sociaterio) ha migliorato significativamente i rendimenti. Ma non mancano alcune questioni critiche da affrontare, a partire da costi e trasparenza. Sono le principali considerazioni a cui giunge un’analisi di State Street Global Advisors (Ssga) che ha realizzato un sondaggio sul tema degli investimenti socialmente responsabili tra 475 investitori istituzionali in tutto il mondo, Italia inclusa. In particolare, il 77% ha detto di aver investito in quest’ambito perché tali fattori svolgono una funzione rilevante nella performance finanziaria delle società quotate. E l’active ownership rimane una componente fondamentale della strategia nel suo complesso: i risultati mostrano che il 78% dei fondi pensione ha un certo livello di coinvolgimento a livello Esg nelle società in cui investe, guardando quindi oltre al mero screening negativo. State Street Global Advisors ha intervistato 475 fondi pensione nel Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Svizzera, Paesi nordici, Paesi Bassi, Corea, Singapore, Giappone, Cina, Hong Kong, Australia e Stati Uniti. Il campione comprende fondi pensione pubblici e privati, enti no-profit, fondazioni, family office, fondi sovrani, banche centrali ed enti sovranazionali.
«C’è un cambiamento collettivo nel mondo degli investimenti istituzionali ora che fondi pensione e gestori stano cominciando a pensare diversamente alle implicazioni a tutto tondo dei loro investimenti», ha dichiarato Chris McKnett, responsabile del business globale Esgr presso Ssga. «Per la maggioranza, la questione non è più se le strategie Esg vadano considerate come parte del proprio mandato, ma piuttosto in che modo si stia attivamente perseguendo opportunità di investimento che aiutino a raggiungere gli obiettivi finanziari, incoraggiando nel contempo il cambiamenti di processo».
Ovviamente tutti gli approcci di investimento devono affrontare alcune sfide. Quasi due terzi (57%) afferma che è difficile valutare le prestazioni rispetto ai concorrenti. Il 56% dichiara che una delle problematiche chiave è la valutazione accurata dei gestori esterni delle strategie Esg. Circa la metà (49%) dei fondi pensione afferma che commissioni e spese sono le principali barriere per l’ulteriore integrazione delle strategie Esg nei portafogli, seguite dalla carenza di competenze interne in materia.
«Negli ultimi quattro o cinque anni abbiamo osservato un notevole aumento del livello di consapevolezza e di interesse verso i principi Esg a livello istituzionale e questo è molto incoraggiante», ha dichiarato Lori Heinel, vice responsabile globale investimenti di Ssga. «C’è un più ampio apprezzamento della nozione che una buona governance si traduce in una migliore gestione di aree come le emissioni di gas ad effetto serra e anche nel modo in cui il management interagisce con la forza lavoro. Crediamo che le società che operano in questo modo rappresentino un investimento di qualità migliore e in grado di produrre migliori performance nel lungo termine».
Dal punto di vista geografico il 40% degli investitori in Europa e il 38% negli Stati Uniti hanno il 25-49% dei loro investimenti con allocation Esg. Nell’Asia-Pacifico, metà degli investitori hanno meno del 25% dei portafogli con un’esposizione a tali criteri.
Intoltre la maggioranza (69%) afferma che il perseguimento di una strategia Esg ha contribuito a gestire la volatilità.
Ma nonostante molti investitori abbiano espresso soddisfazione in merito ai vantaggi delle performance, l’esposizione complessiva a queste strategie rimane bassa: in media solo un terzo degli investimenti di chi adotta questi principi incorpora effettivamente criteri Esg. I risultati della ricerca suggeriscono che gli investitori si aspettano che la proporzione cresca nei prossimi due anni a circa il 40% del loro portafoglio. Anche perché dal sondaggio emerge che l’84% degli intervistati è soddisfatto o molto soddisfatto della performance finanziaria della propria strategia Esg.
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