Poste, tengono i ricavi. E sulla cedola non si cambia

Tengono nel primo trimestre i conti di Poste italiane nonostante le condizioni di mercato, e l’a.d. Matteo Del Fante conferma la politica sui dividendi avviata dal predecessore Francesco Caio. La novità è che il nuovo capoazienda intende condividere con la comunità finanziaria il nuovo piano industriale che verrà presentato tra la fine dell’anno e l’inizio del 2018.

A fine marzo l’utile netto è sceso a 351 milioni di euro dai 367 mln dello stesso periodo del 2016. I ricavi totali, compresi i premi assicurativi, hanno segnato una flessione del 2,3% a 9,5 miliardi. Il comparto assicurativo e del risparmio gestito ha contribuito con 7,1 mld di ricavi, in diminuzione del 2,1%. Il settore finanziario ha registrato ricavi per 1,5 mld (-2,4%) e quello dei servizi postali e commerciali per 914 milioni (-2,4%), penalizzato dalla riduzione dei volumi sulla corrispondenza (-9%). In crescita dell’11%, invece, i ricavi del comparto corriere espresso, logistica e pacchi a 174 mln. Le masse gestite-amministrate sono aumentate dell’1% rispetto a 498 miliardi.

Del Fante ha evidenziato «una sostanziale tenuta» sul fronte dei ricavi e ha espresso la volontà di «rafforzare la generazione di cassa anche a supporto di una politica di dividendi che, per il 2017, finalizzeremo nei prossimi mesi e che sarà ragionevolmente analoga a quella già messa in atto negli ultimi due anni».

Per quanto riguarda il nuovo piano industriale, «ci concentreremo sull’ampliamento dei prodotti offerti nel settore assicurativo e del risparmio gestito», ha anticipato l’a.d. di Poste. «Per quanto attiene ai servizi finanziari, ci focalizzeremo sul potenziamento dei sistemi di pagamento, anche facendo leva sulla nostra base clienti e sulla recente partecipazione acquisita in Sia. Inoltre daremo ulteriore spinta ai servizi innovativi per la pubblica amministrazione».

© Riproduzione riservata
Fonte: