AXA annuncia l’IPO delle operazioni USA

AXA ha annunciato la decisione di creare ulteriore flessibilità finanziaria per accelerare la trasformazione del gruppo in linea con gli obiettivi strategici di Ambition 2020. Per questo sta pianificando l’IPO di una lista di quote di minoranza di operazioni USA.

Negli USA, AXA è leader nel settore vita e annuity con oltre 2,5 mln di clienti e ha una quota di circa il 64% in AB (Alliance Bernstein), società di asset manager con USD 498 mln di asset in gestione. L’intenzione del gruppo francese è di creare insieme ad AB una compagnia leader nel vita e nell’asset management, focalizzando su prodotti di protezione e previdenza.

La decisione di quotare gli asset Usa interviene 10 giorni dopo l’annuncio di un cambiamento della governance di Alliance Bernstein con la nomina a presidente non esecutivo di Robert Zoellick, ex-presidente della banca Mondiale e di Seth Bernstein come ceo.

L’IPO delle operazioni USA apporterà ulteriore flessibilità finanziaria al gruppo, beneficiando delle condizioni macroeconomiche attuali e offrirà la possibilità di ridurre ulteriormente l’esposizione di AXA ai rischi finanziari rafforzando il capitale.

Per migliorare la capitalizzazione delle operazioni USA prima dell’IPO, circa 1 mld di dollari di debito detenuto da AXA US sarà convertito in equity.

Il ricavato sarà reinvestito nel business prioritario, come Salute, risparmio, protezione e linee P&C aziende in linea con gli obiettivi strategici e potrebbe essere restituito agli azionisti, a seconda delle opportunità di acquisizione e delle condizioni di mercato.
La nuova società, ha precisato Buberl in conferenza stampa, che sarà creata ad hoc “essendo quotata alla Borsa di Ny, avrà più visibilità presso i clienti, il mercato e gli investitori e ci guadagnerà anche in termini di semplicità. Potrà operare a condizioni uguali con i concorrenti Usa, perché negli ultimi mesi abbiamo visto una divergenza normativa tra Usa ed Europa”, ha spiegato il ceo.

Il gruppo ha anche confermato gli obiettivi di una crescita dell’utile operativo per azione del 3-7% tra 2015-2020, di una Solvency II tra 170% e 230% e di un roe operativo tra 12% e 14%. Nel primo trimestre la raccolta è stata poi di 31,6 miliardi, in calo dello 0,1% rispetto a marzo 2016, deludendo un po’ le attese degli analisti che stimavano più di 32 miliardi. In Italia la raccolta trimestrale Vita è scesa del 35% a 747 milioni, in particolare per la frenata di Mps , ma nel Danni è salita del 6%, a 392 milioni.

«Non siamo certamente soddisfatti della nostra performance, ma è anche chiaro che Mps ha avuto difficoltà nel passato e non possiamo aspettare un aumento delle attività che abbiamo in collaborazione», ha spiegato Buberl aggiungendo che «in tutto questo periodo di difficoltà di Mps , siamo sempre stati a loro fianco. Siamo connessi a lungo termine. Prova ne è stata «il recente rinnovato il nostro accordo», ha concluso il ceo