Abi: meno capitale per i mutui

di Francesco Ninfole
L’Abi chiede uno sconto patrimoniale per le banche sui mutui ipotecari a basso rischio nell’ambito delle negoziazioni per le modifiche alle regole Ue sui requisiti di capitale (Crr e Crd). Ieri il direttore generale dell’Associazione Bancaria Italiana, Giovanni Sabatini, in un’audizione alla commissione Finanze del Senato (presieduta da Mauro Marino) ha presentato alcuni emendamenti chiesti dall’Abi nelle sedi europee, anche riguardo al credito al consumo e alle pmi. Sabatini ha inoltre ribadito la richiesta di annullare la retroattività del bail-in, escludendo dalla disciplina i titoli emessi dalle banche prima del 2016, anno in cui è entrato in vigore il principio sul coinvolgimento dei privati nelle crisi.
In tema di esposizioni garantite da immobili, l’Abi ha proposto agli organi Ue una riduzione delle richieste di capitale per prestiti ipotecari poco rischiosi, ovvero quelli con bassi loan-to-value (o Ltv, il rapporto tra mutuo concesso e valore dell’immobile). «Il sostegno al comparto immobiliare passa anche per un trattamento prudenziale che risponda al limitato livello di rischiosità del mercato dei crediti ipotecari residenziali soprattutto per loan-to-value più bassi», ha detto Sabatini.
Attualmente non c’è differenziazione del capitale richiesto alle banche in base ai mutui erogati: secondo l’Abi invece ci dovrebbe essere una maggiore sensibilità al rischio, per cui i prestiti con basso Ltv dovrebbero avere una ponderazione patrimoniale inferiore rispetto a quelli con alto Ltv. Una misura del genere avrebbe effetti positivi per il settore in Italia, considerando che nel Paese i mutui hanno un Ltv medio del 60%, inferiore alla media Ue. Gli ultimi dati dell’Agenzia delle Entrate hanno mostrato che il 50% delle compravendite delle abitazioni sono finanziate con mutui ipotecari.
Un «trattamento prudenziale di favore» è stato suggerito da Abi anche per i finanziamenti garantiti da cessione dello stipendio, altra tipologia di prestito a basso rischio. Quanto invece ai finanziamenti alle pmi, l’associazione ha chiesto di applicare immediatamente dopo la definizione del testo finale, e quindi non dopo due anni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, l’estensione già ottenuta dalla Commissione Ue sul Sme supporting factor, il fattore di ponderazione speciale per il credito alle piccole imprese. Sabatini si è detto inoltre favorevole alla diluizione in più anni degli effetti del nuovo principio contabile Ifrs 9, che dal 2018 imporrà accantonamenti in base a perdite attese e non più solo in base a quelle registrate.
In tema di definizione di default, un emendamento proposto dall’Abi intende inserire una deroga per gli enti del settore pubblico «attraverso l’applicazione della sola condizione di inadempienza probabile e non anche di ritardo nei pagamenti superiore a 90 giorni», ha aggiunto Sabatini. L’associazione ha anche indicato modifiche per neutralizzare l’impatto sui modelli interni (attraverso la cosiddetta loss given default) delle cessioni in blocco di npl.
Passando alle regole sulla risoluzione, Abi auspica un periodo transitorio per le banche nel raccogliere sufficienti passività sottoponibili a bail-in (Mrel). Perciò ha suggerito di computare nei requisiti Mrel anche i bond senior emessi prima del 2016 (al 100% nel 2019, per quote inferiori negli anni anni successivi). Così l’associazione punta a ridurre l’impatto del Mrel sul costo della raccolta.
Più in generale, Sabatini ha osservato che «un fondamentale elemento critico è rappresentato dall’elevata instabilità del quadro regolamentare per le banche europee e della conseguente difficoltà per gli operatori del mercato di formulare aspettative coerenti e prevedibili». In tal senso, secondo Abi, ha pesato anche l’atteggiamento delle tre autorità Ue (Esa), tra cui l’Eba: «Non si può armonizzare con la regolamentazione emanata dalle Esa ciò che non è armonizzato a livello di normativa primaria». Anche per questo motivo l’associazione presieduta da Antonio Patuelli spinge da tempo per testi unici bancari e finanziari europei. (riproduzione riservata)
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