Germania: una riforma delle pensioni per salvare il sistema

Il sistema pensionistico tedesco ha beneficiato nel 2016 di un aumento storico dell’ammontare delle pensioni, grazie alla salute economica del paese, anche se rimane inalterato il problema della generale povertà delle persone anziane. Il governo inoltre ha rafforzato i diritti alla pensione delle madri e ridotto l’età di pensionamento per alcune categorie.

 

Dato che il tema è caldo, visto l’invecchiamento costante della popolazione, Andrea Nahles, ministro degli affari sociali, vuole avviare una riforma delle pensioni (prima della fine della legislatura, 2017) per salvare il sistema a ripartizione e ridurre il numero di persone che saranno dipendenti in futuro dalle casse dello stato.

Attualmente oltre 530.000 pensionati ricevono l’assegno di solidarietà per le persone anzianel e il loro numero non cessa di crescere. L’obiettivo è di mantenere l’aliquota contributiva per i prossimi anni al 18,7%. “Il regime generale non potrà assicurare, nel futuro, il livello di copertura attuale”, ha detto in una intervista al Bild.

Il livello attuale delle pensioni è circa pari al 47% del reddito medio e dovrebbe scendere al 43% entro il 2030. I bassi tassi non incentivano i tedeschi a investire nei prodotti previdenziali e secondo i sondaggi un tedesco su due si domanda se abbia ancora senso farlo per assicurarsi una pensione. La previdenza è completamente paralizzata, secondo il settore assicurativo.

Il ministro vuole riformare la pensione complementare sovvezionata del sistema tedesco, le cosddette rendite Riester, dal nome del ministro che li aveva creati al tempo del cancelliere Gerhard Schröder. Questa riforma è necessaria a causa della scarsa redditività di questo prodotto, che tra l’altro non ha mai avuto grande successo presso le persone con bassi salari, alle quali doveva rivolgersi principalmente. E’ una formula che ha perso ogni interesse nel contesto attuale.
La riforma prevede anche l’affiliazione dei professionistri indipendenti al regime generale o ai fondi pensione. Sarebbero due milioni le persone che non hanno i mezzi, secondo il ministro, per costituirsi una pensione di scorta, a causa dei redditi troppo bassi.

 

Andrea Nahles vuole rafforzare la previdenza complementare offrendo soluzioni più flessibili alle PMI.