Previdenza e assistenza: il ruolo dell’agente di assicurazione per proteggere le lacune del welfare

Riceviamo e volentieri pubblichiamo su Assinews.it il contributo di Vincenzo Cirasola,  presidente nazionale di ANAPA e presidente del Gruppo Agenti Generali. 

Si è svolta in questi giorni a Napoli l’evento dedicato alla previdenza, che ogni anno si svolge in una città diversa e che cerca di fare informazione su un tema di vasto interesse come quello della previdenza complementare.

Quest’anno però l’edizione era stata preceduta da una notizia che per anni abbiamo atteso ma che a quanto pare si concretizzerà nel breve periodo. Ossia l’invio da parte di INPS della famosa “busta arancione” che svelerà ai lavoratori, prima a quelli under 40 e successivamente a quelli under e poi over 50, quali sono le loro reali coperture, o meglio dovremo dire “scoperture”.

Infatti i lavoratori saranno invitati a collegarsi al sito di INPS e utilizzare il tool “La mia pensione”, per avere una proiezione di quella che sarà presumibilmente la pensione che riceveranno al termine dell’attività lavorativa.

Devo dire che al tema della previdenza integrativa noi agenti di assicurazione professionisti e i nostri collaboratori commerciali, abbiamo sempre dedicato molta attenzione, disponendo anche di strumenti validi che ci hanno permesso in questi anni di fornire una consulenza altamente qualificata e professionale alla clientela. E’ anche vero che si parla molto di previdenza complementare, anche ma non si analizza mai il contesto attuale. Ossia che per i lavoratori oggi è difficile risparmiare dei soldi, e pensare di dover risparmiare per l’età del pensionamento non è facile e alla portata di tutti.

Noi agenti lo sappiamo bene perché tocchiamo con mano cosa vuol dire questa crisi per i nostri clienti. Ma sono sicuro che noi agenti sapremo sfruttare l’opportunità di questo nuovo business nel quale la nostra compagnia crede molto. E le notizie d’altra parte positive ci sono. Il PIL infatti è cresciuto dello 0,3%, chissà che parte di questa crescita non entri nel business, non solo della previdenza integrativa, ma anche dall’assistenza integrativa, dove il nostro bel paese è fortemente sotto assicurato (solo il 23% della popolazione ha una polizza contro gli infortuni e il solo il 6% una polizza rimborso spese sanitarie). Ma gli italiani sono al corrente che nonostante il nostro prelievo fiscale sia uno dei più elevati del mondo il welfare é veramente minimale, per non dire inesistente? Oppure è ancora convinto di essere rimasto ai tempi dello Stato assistenziale? I nostri politici forse si “vergognano” di raccontare la dura realtà, ossia, che nel caso di infortunio con gravi postumi permanenti per un giovane professionista di 40 anni che gli pregiudica la capacità lavorativa per un periodo lungo di tempo, o nei casi gravi, addirittura per tutta la vita, pur essendo sposato e con prole l’Inps, cioè lo Stato, non gli indennizza nulla?

A mio avviso l’Ania per il tramite delle singole imprese assicurative dovrebbe preoccuparsi di creare una campagna informativa per elevare la cultura assicurativa e mettere in evidenza i bisogni assicurativi, così come anche i politici devono smettere di parlare solamente di diminuzione di tariffa RC Auto. A noi agenti invece, spetta il compito di protegger le famiglie e le imprese dai rischi.