La polizza infortuni alla luce dell’art. 183 del codice delle assicurazioni

Infortuni

Autore: A. Calzavara e G. Marrese
Assinews 253 – Maggio 2014

Certamente la storia delle polizze infortuni è ricca di “modifiche in corso d’opera” che hanno accolto molte delle istanze degli assicurati, ben rappresentate dalle associazioni dei  consumatori.
Il primo aspetto da considerare è certamente quello che ha portato dalla “interpretazione letterale” delle condizioni di polizza alla “interpretazione per analogia” rimuovendo così il grosso ostacolo costituito dal cosiddetto “rischio diverso”. Dal momento che da sempre il primo fattore di rischio preso in considerazione dall’assicuratore è l’attività dell’assicurato, la rigorosa interpretazione letterale comportava la non indennizzabilità dei sinistri qualora l’attività dell’assicurato fosse variata rispetto a quanto previsto in atti e ciò indipendentemente dal fatto che la nuova attività comportasse o meno un aggravamento o una diminuzione di rischio.
La nuova impostazione – generalmente suffragata da una specifica condizione di polizza – mantiene la polizza operativa al 100% per attività diverse di rischio pari o inferiore,  mentre prevede una riduzione proporzionale della prestazione per attività di una categoria classificata più gravosa di quella assicurata.CONTENUTO A PAGAMENTO
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