Generali scommette sulla Serbia

di Anna Messia

Generali Assicurazioni ha rafforzato la presa in Serbia rilevando dal gruppo Serbian Delta poco meno del 50% delle azioni della seconda compagnia assicurativa del Paese e arrivando a detenere così il 100% del capitale di Delta Generali, destinata ora a cambiare nome.

L’operazione è avvenuta tramite Generali Ppf Holding (Gph), che opera nell’Est Europa e di cui il gruppo guidato da Mario Greco controlla il 75% (con l’impegno a rilevare il resto entro il 2014 con un esborso già fissato a 1,2 miliardi). Ma anche se non controlla ancora il 100% di Gph, Generali ha già preso in mano la gestione della holding affidandone il comando, da marzo dello scorso anno, all’amministratore delegato Luciano Cirinà e ha iniziato a dare attuazione ai nuovi piani di sviluppo. Alla fine dell’anno scorso è stato firmato, per esempio, un accordo bancassicurativo con l’istituto russo Sberbank per distribuire polizze nei circa 280 sportelli della banca presenti in sei Paesi dell’Est Europa, dalla Croazia alla Repubblica Ceca.

Questa volta la politica di crescita si è focalizzata sulla Serbia, che rappresenta un mercato ancora ristretto ma con ottimi tassi di crescita e soprattutto con una redditività decisamente superiore ad altri mercati europei (caratteristica che accomuna un po’ tutti i mercati assicurativi dell’Est Europa). DeltaGenerali, fondata nel 2006, ha premi complessivi di 130 milioni di euro, a dispetto dei 3,5 miliardi dell’intera Gph, con una quota di mercato del 20% in Serbia e vanta la prima posizione nel ramo Vita. Sul prezzo della transazione il gruppo ha mantenuto il riserbo, sottolineando però la volontà di «detenere il controllo totale delle attività considerate cruciali nell’Europa centro-orientale». Paesi che iniziano a dare soddisfazioni al gruppo: i premi Vita raccolti in Est Europa nel primo trimestre da Generali sono stati pari a 375 milioni (+0,6%) e il risultato operativo è stato di 53 milioni, non molto distante dai 72 della Germania, che pure ha premi di 3,3 miliardi, e poco meno di un terzo della Francia, che 5,5 volte superiori (2,06 miliardi). Anche il ramo Danni, con 515 milioni di premi, ha registrato in Europa dell’Est un risultato operativo di 77 milioni, più alto della Germania (73 milioni con 1,4 miliardi di premi) e della Francia (16 milioni con 869 di premi). Mentre il combined ratio è stato dell’81,8%, con un andamento molto migliore della media del gruppo (92,7%).

Ieri intanto è stato alzato il velo sulla quota del Fondo Strategico Italiano (Cdp) detenuta inGenerali. In mattinata il presidente di Cdp Franco Bassanini aveva detto che il Fondo ha già dimezzato la quota del 4,5%, che era stata ereditata l’anno scorso dalla Banca d’Italia e che dovrà essere interamente dismessa entro fine 2015. Nel pomeriggio una nota di Cdp ha però precisato che il Fondo detiene ancora l’intera partecipazione ma ha avviato un programma di copertura, con un connesso prestito-titoli, sul 53% della azioni in portafoglio. (riproduzione riservata)