di Paola Valentini

Arriva la busta arancione della pensione. In occasione della terza edizione della Giornata Nazionale della Previdenza, l’evento dedicato al mondo del welfare che si è aperto ieri in Borsa Italiana a Milano e che durerà fino a domani sabato 18 maggio, i lavoratori possono ritirare l’informativa sulla situazione previdenziale che segnala quando sarà possibile lasciare l’occupazione, quanto si prenderà e cosa fare per costruirsi una pensione integrativa.

 

Si tratta della famosa busta arancione già in uso in diversi Paesi europei, soprattutto nell’area scandinava, ovvero la fotografia della situazione previdenziale di ogni cittadino con la stima dell’assegno pubblico atteso, che finora non è stata ancora spedita ai lavoratori italiani, nonostante gli annunci di vari enti previdenziali. Alberto Brambilla, ideatore della Giornata, la fornisce gratuitamente durante l’evento a chi ne farà richiesta. Una stima importante perché da quando è entrato in vigore il sistema contributivo, prevedere a quanto potrà ammontare la pensione è un’impresa non facile ed è ormai certo che chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 non avrà più l’integrazione dello Stato; quindi, in assenza di previdenza complementare, riceverà una pensione frutto dei contributi versati ma più bassa rispetto a oggi. «Ieri si pensava alla pensione solo a fine carriera perché erano gli ultimi anni quelli che contavano; oggi contano soprattutto i primi anni e tutti i versamenti dell’intera vita lavorativa. I cittadini, però, non lo sanno perché l’informazione latita e rischiano di ritrovarsi alla fine della carriera professionale con una pensione modesta», rimarca Brambilla. «Noi crediamo che la conoscenza sia un dovere nei confronti di tutti ma soprattutto delle giovani generazioni: ecco perché quest’anno alla Giornata Nazionale della Previdenza daremo a tutti la possibilità di conoscere il proprio stato previdenziale e offriremo risposte concrete e gratuite per iniziare a occuparsi del proprio futuro sin da subito», conclude Brambilla.

«I cambiamenti demografici e i nuovi rischi sociali derivanti dalle trasformazioni del mercato del lavoro mettono alla prova il welfare tradizionale soprattutto nei suoi aspetti previdenziali, oggetto peraltro di importanti e recenti interventi legislativi. Questa tre giorni è utile anche per sensibilizzare i cittadini nella costruzione di itinerari previdenziali adeguati», ha sottolineato l’Assessore alle Politiche per il Lavoro del Comune di Milano, Cristina Tajani. Sulla stessa lunghezza d’onda Andrea Camporese, presidente Adepp, l’Associazione nazionale che raggruppa le casse previdenziali dei professionisti: «Gli enti di previdenza privatizzati sono da tempo in prima linea nel progetto di costruzione di un modello di comunicazione verso gli iscritti che coniughi trasparenza e coscienza delle prestazioni future. Ogni mezzo che incentivi una partecipazione attiva degli iscritti e il loro essere protagonisti di scelte consapevoli di risparmio previdenziale, va considerato prezioso». (riproduzione riservata)