AON Italia: utile netto 2012 in crescita del 22%

Presentati i dati di bilancio 2012 di Aon Italia S.r.l. – presieduta da Sergio Erede – che controlla le società del Gruppo Aon in Italia. La società ha chiuso l’esercizio 2012 con ricavi netti totali pari a 167 milioni di euro (+ 5% rispetto all’esercizio precedente). Si tratta di un risultato estremamente positivo – si legge in una nota – se contestualizzato nell’attuale quadro macro-economico italiano con particolare riferimento alle tendenze soft del mercato assicurativo. L’utile netto di Gruppo è balzato a 24,3 milioni di euro, in crescita del 23% grazie a un generale miglioramento della gestione ordinaria, mentre il volume di premi intermediati è salito a 2.174,633 (‘000) per un incremento percentuale dell’11%. Nonostante uno scenario di mercato particolarmente difficile l’EBITDA, si attesta a 46,9 mln di euro con un +7% ed un margine del 28%. Elementi significativi che hanno caratterizzato la gestione del 2012 sono stati oltre all’impegno nello sviluppo della crescita organica anche una razionalizzazione generale dei costi quali ad esempio quelli relativi al personale che hanno beneficiato delle sinergie da integrazioni (frutto delle acquisizioni degli anni precedenti) delle società B&A Broker e Aon Nikols Adriatica.

Nonostante lo scenario di mercato particolarmente difficile”, afferma Carlo Clavarino, Aon Executive Deputy Chairman EMEA. “Aon Italia è stata la controllata cresciuta di più nel mondo. La dimensione crea profittabilità, attraverso le economie di scala e l’acquisizione di una maggiore forza negoziale verso le compagnie assicurative”.

La fiducia che Aon ripone nella ripresa del Paese è dimostrata anche dalla strategia di riorganizzazione ed efficientamento intrapresa nel 2011, come sottolinea Carlo Clavarino “Nell’ambito del potenziamento di risorse è bene ricordare che Aon sta perseguendo dal 2011 un progressivo inserimento di giovani sotto i 30 anni (150 nell’ultimo biennio) e che ha come obiettivo entro il 2015 arrivare a 300 unità, portando quindi al 24% la presenza dei giovani in azienda”.