Generali torna indietro di 20 anni, poi recupera in chiusura e si salva per un soffio. Il titolo della compagnia assicurativa ieri ha toccato un minimo intraday a 9,53 euro, in calo del 2,70%, per poi risalire e chiudere in rialzo dell’1,73%, a 9,97 euro. Con questa escursione verso il basso, le azioni del Leone, ieri, hanno bucato i minimi del marzo 2009 e sono crollate sui livelli del dicembre 1992. Sostenuti i volumi: nella seduta di ieri sono stati scambiati oltre 7,3 milioni di pezzi, in linea con l’andamento delle giornate precedenti. Un periodo difficile per gli azionisti delle Generali che quest’anno hanno perso quasi il 15 per cento, mentre la capitalizzazione dell’istituto è scivolata intorno a 15,5 miliardi.
E proprio sulla gestione della società non sono terminati i pareri contrari all’operato dell’amministratore delegato Giovanni Perissinotto. Leonardo Del Vecchio, infatti, non ha cambiato idea sul management del leone che, secondo l’imprenditore, si è dedicato troppo alla finanza e meno al core business delle assicurazioni. «Ognuno rimane della sua idea», ha risposto ieri Del Vecchio, lasciando la sede di Luxottica di cui è presidente e fondatore e dove nel pomeriggio si è tenuto il consiglio di amministrazione per approvare i risultati del trimestre. Del Vecchio aveva formulato le sue critiche, chiedendo anche le dimissioni del management, in un’intervista al Corriere della Sera pubblicata nel giorno dell’assemblea di bilancio di Generali, di cui l’imprenditore è socio con il 3 per cento. L’ad Perissinotto aveva replicato in assise di essere un investitore e non un finanziere. «Dipende da cosa si intende per finanziere perché è un termine molto vasto», ha controbattuto a questo proposito Del Vecchio, che non ha però risposto alla domanda se intende incrementare ulteriormente la sua quota nella compagnia assicurativa.

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