Fonsai, azionisti risparmio all’attacco del piano Unipol

Alla vigilia dei cda delle società della famiglia Ligresti, irrompono nella saga Fonsai gli azionisti di risparmio. Già sul piede di guerra da settimane (F&M del 18 aprile), ora i soci rnc minacciano infatti di complicare concretamente la già tortuosa strada della fusione con Unipol, Premafin e Milano Assicurazioni. E lo fanno con una doppia lettera: la prima datata 8 maggio e destinata a cda, collegio sindacale, Consob e Isvap; la seconda inviata ieri e destinata a cda, consiglieri indipendenti, collegio sindacale e rappresentante comune degli azionisti di risparmio. Le due missive, visionate da F&M, sono entrambe redatte per conto del socio Andrea Tempofosco titolare di 1.970.000 azioni di risparmio Fondiaria Sai e promotore di sollecitazione deleghe in occasione dell’ultima assemblea. Nella sostanza si chiede al cda e al collegio di elaborare congiuntamente a tutti gli stakeholder (inclusi gli azionisti di risparmio) una soluzione condivisibile , che possa raccogliere anche la necessaria approvazione dell’assemblea speciale. Assemblea che preveda all’ordine del giorno: «la nomina del rappresentante comune (che deve quindi essere revocato, ndr); proposte della societá che possano interessare la categoria; e l’approvazione delle deliberazioni delle assemblee straordinarie (già tenute e da tenersi). Insomma, i piccoli azionisti – tra i quali figurano anche diversi fondi esteri – non ci stanno a subire gli effetti dell’offerta Unipol, che viene da loro considerata «penalizzante». Il punto cruciale sembra riguardare infatti l’aumento attraverso l’emissione di azioni ordinarie,e non invece con la creazione di nuove azioni di risparmio (di tipo B) come invece proposto da Unipol. Questo aspetto infatti rischierebbe, a detta dei soci rnc, «di pregiudicare i diritti specie al momento della distribuzione dei dividendi». D’altra parte i soci di risparmio non si scompongono e mettono nero su bianco che «di fronte a scelte considerate lesive dei loro interessi saranno pronti a sollevare contenziosi».
Infine, si sollecita il cda «ad assumere con urgenza provvedimenti idonei a rettificare le deliberazione dell’assemblea straordinaria» come già chiesto da Sator e Palladio lo scorso 19 aprile per quanto riguarda l’aumento di capitale e l’autorizzazione all’emissione di una nuova categoria di azioni di risparmio. Oggi intanto si profila una giornata cruciale per l’operazione Unipol -Fonsai con i cda delle società della famiglia Ligresti che si esprimeranno sui concambi.Quanto all’ipotesi di obbligo di Opa solo su Milano Assicurazioni, si attende la risposta dell’Autorità che probabilmente andrà ai supplementari: «Domani non so se ce la facciamo», ha detto il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, interpellato a margine della relazione annuale sulla possibilità che si arrivi a una decisione nella riunione di oggi. Una risposta definitiva sull’esenzione dell’Opa, condizione alla quale è subordinato il piano di integrazione di Unipol, dunque, «potrebbe slittare», ha spiegato Vegas.
Sul potenziale accordo l’ad di Unipol Carlo Cimbri non si sbilancia: «La nostra proposta è sempre quella, non ho elementi nuovi», ha detto il numero uno della compagnia delle coop riferendosi all’offerta formulata da Unipol a Premafin, in cui la compagnia bolognese chiedeva di avere il 66,7% post fusione.