RC: danni arrecati ad un terzo da parte dell’affittuario

  1. la) La polizza di responsabilità civile terzi del proprietario del fabbricato copre anche la responsabilità civile per i danni arrecati ad un terzo da parte dell’affittuario per una responsabilità propria con possibilità di rivalsa da parte della compagnia sull’affittuario?

lb)Se l’inquilino per una responsabilità propria crea danni all’appartamento sottostante, né è responsabile. Qualora l’inquilino non fosse solvibile o non volesse pagare (causa situazione economica dissestata o quanto altro), il proprietario dell’appartamento sottostante potrebbe richiedere i danni al proprietario apportando come giustificazione il fatto che l’acqua è filtrata dal pavimento senza sapere o non potendo sapere in quale modo?

lc)Il proprietario dell’appartamento sottostante può fare causa al solo inquilino o può fare causa anche al proprietario con possibilità di ricevere un indennizzo?

ld)Ed in questo caso la polizza di responsabilità civile terzi del proprietario vede costretta la compagnia a pagare il danno?
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La molteplicità delle domande poste dal nostro abbonato richiede, in questa sede, di ricapitolare in sintesi le fattispecie di responsabilità coinvolte nel quesito, per poi trarne le conseguenze assicurative del caso.

Quindi:

A)Della responsabilità del proprietario di un fabbricato (o meglio, di un edificio) è riconducibile all’articolo 2053 del codice civile, mentre quella dell’inquilino è prevista all’articolo 2051; ambedue le norme prevedono una “responsabilità presunta”, rispettivamente in capo al proprietario ed al custode (l’inquilino, appunto).

B)Sempre nell’ordine di cui al punto che precede, quella del proprietario è una responsabilità per i danni dovuti a rovina totale o parziale dell’edificio / fabbricato, mentre quella dell’inquilino dipende dalla carenza di “controllo” sulla cosa custodita, tale che essa procuri il danno: le due responsabilità sono autonome e giuridicamente separate tra di loro, richiamando titoli causali diversi, ancorché possano concorrere nella produzione dell’evento dannoso; occorre pure notare che, sempre giuridicamente, l’eventuale “trasferimento” della responsabilità del proprietario all’inquilino/custode (e viceversa) non è opponibile al danneggiato.

C)Colui che intende richiedere il risarcimento di un danno, deve provarne il fondamento e, in primis, il fatto che lo ha causato: in assenza di ciò, deve dare prova dell’avvenuta “rovina”, oppure del “difetto” della custodia/controllo della cosa che ha originato il danno.

  1. D) Le norme di diritto privato non prevedono che in caso di “insolvenza” di un soggetto nel far fronte alle proprie obbligazioni (anche risarcitorie), esse siano automaticamente trasferite ad altri le relative conseguenze patrimoniali.

Mettendo quindi assieme i punti che precedono, ai quesiti posti del lettore, così possiamo rispondere:

1a) se la polizza riguarda solo il rischio della proprietà, non è coperto quello della “conduzione” riconducibile alla fattispecie dell’art. 2051 del codice civile, per cui neppure si pone la questione della “rivalsa”;

1b) no, in base a quanto sopra osservato ai punti C) e D);

1c): dipende se la causa del danno è riferibile alla fattispecie dell’art. 2053 del codice civile, sempre che venga provata (vedasi quanto esposto sopra ai punti A), B) e C);

1d) dipende se il rischio assicurato si riferisce alla sola “proprietà” e se le cause del danno riguardano tale titolo di responsabilità: se il fatto è attribuibile all’inquilino/custode, è evidente che il sinistro non sarà coperto assicurativamente.