Prospetti più semplici per i prodotti da banco

di Roberta Castellarin

La protezione dei risparmiatori deriva anche da prospetti semplici e standardizzati per tutte le categorie di prodotti d’investimento, in modo che il cliente possa scegliere dove investire confrontando con facilità le diverse alternative presenti sul mercato. Una maggiore semplificazione e uniformità dei documenti relativi ai prodotti rivolti ai risparmiatori può inoltre limitare le opportunità di arbitraggi fra Paesi incentivando gli emittenti italiani a scegliere sistemi più permissivi. «In ambito comunitario si tratterebbe di estendere ai vari prodotti finanziari l’approccio già adottato per i fondi comuni di investimento con l’introduzione del cosiddetto key investor information document (kiid), due pagine senza termini tecnici e di facile lettura», ha spiegato Giuseppe Vegas, presidente di Consob.

L’occasione per riscrivere le regole è rappresentata, ha precisato, dalla revisione della Direttiva Prospetto e dal progetto di armonizzazione della disciplina dei prodotti complessi. In questo modo fondi comuni, obbligazioni, polizze e strumenti strutturati più complessi potranno competere ad armi pari e per gli investitori potrà essere più semplice fare un confronto tra le offerte presenti sul mercato. Intanto Consob si sta già muovendo in anticipo per arrivare a una semplificazione dei prospetti dei prodotti più semplici non azionari. La Commissione ha avviato un tavolo di lavoro con i rappresentanti dell’industria e delle associazioni dei consumatori per vagliare, in un primo approccio, uno snellimento delle procedure di approvazione e dei contenuti dei prospetti relativi agli strumenti finanziari che Vegas definisce «da banco», individuati sulla base di criteri certi, quali la semplicità, la durata e la liquidabilità. «La credibilità delle regole è fondamentale per assicurare la fiducia dei risparmiatori nei mercati e per favorire la crescita di un sistema finanziario», ha detto Vegas.

Non solo. Ci vuole un’azione incisiva quando l’eccesso di complessità può danneggiare il cliente retail. Relativamente ai prodotti finanziari cosiddetti tossici e «potenzialmente forieri di nuove bolle», Vegas ha detto che per alcuni casi «è giunto il momento di interrogarsi sull’opportunità di vietarne la distribuzione ai risparmiatori». Vegas ha sottolineato la necessità, in tema di regolamentazione, di avere un «sistema di norme chiare e di semplice applicazione supportato da un sistema sanzionatorio inflessibile». (riproduzione riservata)