Nagel, si può aumentare la cedola

Raddoppiati i profitti del terzo trimestre Piazza Affari premia il titolo (+2,6%) Geronzi lascia il cda di Rcs Quotidiani 

di Andrea Di Biase

Mediobanca ha archiviato i conti dei nove mesi con un utile netto in crescita del 18% a 419 milioni e un Core Tier 1 in rialzo all’11,3%. Tali risultati sono stati ben accolti da Piazza Affari, con il titolo della banca d’affari che ieri ha chiuso in rialzo del 2,58% a 7,76 euro, e hanno spinto l’ad Alberto Nagel a sbilanciarsi un po’ su quella che sarà la futura remunerazione dei soci di Piazzetta Cuccia. «Se avremo un altro buon trimestre e un buon livello di patrimonializzazione, ci sarà spazio per aumentare il dividendo», ha affermato Nagel, che ha però sottolineato come «l’ammontare di questo aumento», che eventualmente dovrà essere deciso dal cda dopo la chiusura del quarto trimestre, «sarà in funzione di diversi elementi».

Nello scorso esercizio, chiuso al 30 giugno 2010, Mediobancaaveva realizzato un utile netto di 410 milioni e, anche alla luce di un Core Tier 1 dell’11,1%, aveva deciso di distribuirne agli azionisti una fetta del 55%, pari a una cedola di 0,17 euro per azione. Sulla carta, dunque, visto che a fronte di un miglioramento della solidità patrimoniale l’utile dei nove mesi è stato superiore a quello dello scorso esercizio, i margini per attendersi un incremento della cedola ci sono.

Anche se, come ha puntualizzato Nagel, «è presto per dirlo». Il buon andamento dei nove mesi è legato in particolar modo alla dinamica del terzo trimestre, in cuiMediobanca ha realizzato un utile di 156 milioni, superiore alle attese degli analisti (140 milioni) e raddoppiato rispetto al risultato dello stesso periodo del passato esercizio. Questo è stato possibile principalmente grazie a un incremento del margine di interesse e a un minor peso delle rettifiche nette sui crediti, che sono state pari a 101,5 milioni, in flessione del 18% anno su anno. Non per niente Nagel ha definito quello dell’ultimo trimestre uno dei risultati «migliori degli ultimi due anni e mezzo». Parlando agli analisti l’ad diMediobanca ha poi escluso ipotesi di vendita di Banca Esperia, dopo le notizie su una breve trattativa, ma già interrotta, tra Julius Baer e Mediolanum. «Siamo azionisti stabili di Banca Esperia. Così come pensiamo sia Mediolanum, che è per noi un buon alleato», ha detto Nagel, «e siamo pienamente convinti di voler continuare ad essere insieme azionisti di Banca Esperia». L’ad di Piazzetta Cuccia ha inoltre ribadito la vocazione estera dell’istituto. «Dobbiamo continuare a costruire la rete Cib fuori dall’Italia visto che in questo trimestre il 40% delle commissioni è venuto da clienti non italiani e operazioni non italiane». Per quanto riguarda invece le principali partecipazioni di Mediobanca, ieri sono arrivate le dimissioni dell’ex presidente delleGenerali, Cesare Geronzi, dal cda di Rcs Quotidiani. Geronzi, che era entrato in consiglio nel marzo del 2010, quando era presidente di Mediobanca, non dovrebbe essere sostituito. In discontinuità col passato, non ci sarà dunque alcun consigliere espressione di Mediobanca, primo azionista del di Rcs MediaGroup con il 13,7%, nel cda di Rcs Quotidiani, società che edita il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport. (riproduzione riservata)