Mediolanum conferma: «Esperia non più strategica»

Mediolanum medita l’uscita da Banca Esperia, la joint venture nel private banking con Mediobanca. Mentre ieri come possibile interessata alla quota circolava il nome di Julius Baer, l’ad del gruppo, Ennio Doris, durante la conference call con gli analisti, ha spiegato che la partecipazione non è più strategica come prima, ma che venderla ora sarebbe «un evidente errore, a meno che non ci sia un’offerta significativa». Ieri intanto Mediolanum ha annunciato un risultato netto del primo trimestre dell’anno in crescita a 68,64 milioni, rispetto ai 65,96 milioni del corrispondente periodo 2010 (ben al di sopra rispetto ai 43 milioni stimati da Equita Sim). Le masse amministrate hanno invece registrato un massimo storico attestandosi a 46,2 milioni, in aumento dell’1% dall’inizio dell’anno e del 7% rispetto al 31 marzo 2010.
Passando alle altre società del risparmio gestito e amministrato di Piazza Affari che ieri hanno alzato il velo sulla trimestrale, Azimut ha annunciato un utile netto consolidato al 31 marzo pari a 26,2 milioni di euro, rispetto ai 24,1 milioni dei primi tre mesi del 2010 (Equita Sim stimava profitti invariati). Il totale delle masse gestite a fine marzo 2011 ha raggiunto i 14,7 miliardi, in linea rispetto all’anno precedente (al 31 marzo 2010, il patrimonio gestito superava i 14,5 miliardi). Il cda di Azimut ha poi deciso di avvalersi nuovamente della facoltà di rimborso anticipato parziale delle obbligazioni «Azimut 2009-16 Subordinato 4%».
Quanto a Banca Fideuram – la società del risparmio gestito e amministrato che fa capo a Intesa Sanpaolo – nei primi tre mesi dell’anno gli utili netti si sono attestati a 69,7 milioni, in crescita del 9,8% rispetto ai 63,5 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente. Le masse amministrate al 31 marzo erano pari a 71,7 miliardi, in crescita del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima.