La Ue rinvia un pezzo di Basilea 3

?Saranno definiti i principi dell’indice senza il dettaglio dei vincoli tecnici. Alle banche sarà richiesta una reportistica approfondita, valutata dall’Eba. Gli istituti e le imprese Ue scrivono a Barnier 

di Francesco Ninfole

 

Bruxelles prende tempo sui requisiti di liquidità previsti da Basilea 3. Secondo quanto risulta da fonti della Commissione Ue consultate da MF-Milano Finanza, gli organi comunitari non includeranno dettagli vincolanti relativi al rapporto di liquidità di breve termine nella Crd 4 (la direttiva che introdurrà le regole di Basilea 3 nella legislazione europea).

 

La decisione terrà conto così della preoccupazione di numerosi operatori per gli effetti dei requisiti più stringenti sulla liquidità: al riguardo, l’associazione bancaria europea (Ebf) e quella delle imprese (BusinessEurope) hanno inviato nei giorni scorsi una lettera congiunta a Michel Barnier, commissario Ue per il Mercato interno, evidenziando rischi per il costo della raccolta e per i finanziamenti alle aziende.

La Commissione non ha ancora rinunciato all’introduzione del Liquidity coverage ratio (Lcr) di Basilea 3, ovvero il requisito minimo che dovrebbe garantire alle banche di resistere per 30 giorni a uno shock di liquidità (come quello dopo il default di Lehman Brothers): ma prima di mettere la stretta nero su bianco, Bruxelles vuole approfondire le possibili conseguenze per l’economia. Gli effetti saranno valutati fino al 2014: il coordinamento dei dati sarà affidato all’Eba, l’autorità di vigilanza Ue guidata dall’italiano Andrea Enria. Alle banche sarà richiesta una reportistica approfondita: da questo punto di vista è confermato l’approccio del testo originario di Basilea 3, che pure prevede un periodo di osservazione prima del 2015. La differenza è che la Crd 4 con ogni probabilità non conterrà sin dall’inizio i dettagli sui vincoli richiesti alle banche a partire dal 2015. Riguardo a questi ultimi, sarà conferita una delega specifica alla Commissione Ue, che nel 2014 potrà calibrare l’indice di liquidità a breve secondo l’evoluzione dello scenario internazionale e secondo le analisi nel frattempo effettuate dall’Eba. La direttiva Crd 4 richiamerà comunque le banche ad avere liquidità a breve sufficiente, anche se di fatto rimanderà al 2014 il dettaglio sugli aspetti tecnici. Non è chiaro il trattamento riguardo all’altro rapporto di liquidità, quello di lungo termine, per il quale però c’è più tempo a disposizione: secondo Basilea entrerà in vigore a partire dal 2018. Al momento è dunque questo il compromesso di Bruxelles per venire incontro alle esigenze degli operatori, senza però abbandonare l’impianto di Basilea 3. Di certo negli ultimi giorni, in vista della prima bozza della direttiva Ue (attesa per giugno/luglio), sono cresciute le pressioni del mercato. Secondo quanto emerso nella lettera inviata a Barnier, l’Ebf (di cui fa parte anche Abi) e Business Europe (di cui fa parte Confindustria) hanno chiesto di «rinviare l’inclusione nella legislazione Ue di rapporti di liquidità minimi». Secondo le richieste Ebf-BusinessEurope, «la Crd 4 non dovrebbe specificare alcun dettaglio sul calcolo degli indici», ma limitarsi a delineare «i principi e la reportistica con cui definire una regolamentazione appropriata della liquidità». Sulla base dei dati raccolti, sarebbe in seguito possibile calibrare gli indici, senza causare «conseguenze indesiderate». Le richieste sono state dunque ascoltate dall’Ue.

La lettera Ebf-BusinessEurope ha ricordato che secondo alcune stime del Cebs le banche Ue avrebbero un buco di liquidità per 1.000 miliardi di euro per l’indicatore di breve termine e di 1.800 miliardi per quello a lungo. «In Europa il credito alle imprese dipende per il 75% dalle banche, mentre negli Usa il dato è al 25%», hanno spiegato le due associazioni. «In assenza di raccolta sufficiente da investitori di lungo termine, i tassi saliranno, aumentando i costi di finanziamento, soprattutto per le piccole e medie imprese». La Commissione Ue terrà conto delle specificità sul credito. Il Financial Times ha segnalato nei giorni scorsi possibili novità anche sul trattamento dei titoli ibridi e sulle partecipazioni assicurative. Ma Barnier ha negato scorciatoie su Basilea 3, aggiungendo che la Commissione «sta lavorando per arrivare a un testo opportunamente bilanciato». (riproduzione riservata)