Incedibili Unicredit e Mediobanca

La Consob accende un faro sui criteri di valutazione degli attivi immateriali di FonSai(a cominciare dalla serba Ddor) e sulla partecipazione in Milano Assicurazioni, in vista dei prospetti sugli aumenti di capitale 

di Fabrizio Massaro

le quote in Unicredit e Mediobanca? Incedibili.

Anche se il gruppo è in difficoltà e deve affrontare un aumento di capitale da 810 milioni diviso tra Fondiaria Saie Milano Assicurazioni; anche se per Premafin, gravata da 322 milioni di debiti, non c’è «la previsione di un ritorno futuro al dividendo», come ha detto ieri la presidente Giulia Maria Ligresti; nonostante tutto ciò, le partecipazioni più importanti nel sistema finanziario italiano non saranno dismesse. Parola di Salvatore Ligresti, patron della galassia che da Sinergia Holding porta al gruppo assicurativo. «Mediobanca? Certo che è strategica, sono cresciuto con Mediobanca», ha detto ieri all’assemblea Premafin. Di Piazzetta Cuccia ha il 2,8%. Uscire dal patto? «Ma neanche…». E Unicredit (di cui ha lo 0,25%)? «Certo che Unicredit è strategica». Affermazioni stringate, come da tradizione per l’ingegnere siciliano, che servono a puntualizzare le dichiarazioni di giovedì 28 aprile dell’ad di FonSai, Emanuele Erbetta, all’assemblea del gruppo assicurativo: «In bilancio non esiste la definizione di quote strategiche, se i mercati esprimono positività le partecipazioni possono essere cedute».

Non appare dunque prevedibile una cessione delle partecipazioni per rafforzare la compagnia: d’altronde la strada scelta è quella dell’aumento di capitale con il sostegno proprio di Unicredit. Giulia Ligresti si è detta fiduciosa di chiudere «entro l’estate» la ricapitalizzazione del gruppo. Per partire servirà innanzitutto l’ok di Consob al quesito sull’assenza di opa, che Ligresti attende «a breve», così come «presto» dovrebbe arrivare la rinegoziazione del debito Premafin. Gli aumenti dovrebbero essere varati dai cda di Milano e FonSai del 10 e 11 maggio, poi sarà presentato il prospetto in Consob.

Proprio in previsione dell’analisi del prospetto venerdì scorso la Commissione ha chiesto a Fonsai informazioni sui criteri utilizzati per gli impairment test e per le valutazioni sulle partecipazioni, visto che gli attivi immateriali valgono 1,47 miliardi su un patrimonio netto di 2,55 miliardi. Circa gli impairment test il focus di Consob (cuiFonsai ha risposto ieri) si è concentrato sui criteri di svalutazione della partecipazione serba Ddor Novi Sad, passata a livello civilistico da 267 milioni a 130 milioni: 57 milioni sono stati persi per la svalutazione del dinaro serbo, gli altri 80 per una valutazione prospettica sulla società. Tra gli avviamenti più significativi c’è Popolare Vita (461 milioni), jv con il Banco Popolare nella bancassicurazione. C’è poi il nodo della valutazione, a livello civilistico, del 57,5% di Milano Assicurazioni, a bilancio per 1,28 miliardi, pari a 3,79 euro contro l’attuale prezzo di circa 1 euro, e anche superiore per 471 milioni sulla quota di patrimonio netto di competenza. Ciononostante una fairness opinion indipendente ha valutato in bilancio il titolo tra 3,9 e 4,4 euro, e su questo la Consob ha chiesto informazioni, ma anche ieri la Ligresti ha detto di non ritenerle «perdite durevoli di valore» sia per il premio di controllo che la quota incorpora sia per le prospettive di ripresa legate anche all’aumento di capitale. (riproduzione riservata)