Il Leone conta le cedole dell’asset management

Il chief executive group di Assicurazioni Generali, Giovanni Perissinotto, presenta oggi i dati del primo trimestre e ribadirà di puntare con forza sull’asset management. E si capisce, vista la ricca messe di dividendi, circa 80 milioni di euro, proveniente dal business dei fondi comuni del Leone di Trieste, basato in Lussemburgo, svelata qualche giorno fa dall’assemblea di Generali Fund Management Sa, svoltasi nel Granducato. A fronte di un utile 2010 di 89,9 milioni di euro (in crescita rispetto ai 74,3 milioni dell’esercizio precedente), l’assemblea ha infatti destinato 20,8 milioni al dividendo, in aggiunta alla cedola da 60 milioni già erogata a fine dicembre; 368mila euro sono andati a riserva libera e i restanti 9,1 milioni a una riserva speciale. Il cda di Generali Fund Management è presieduto da Gianluigi Costanzo, vicepresidente è il chief investment officer del Leone, Philippe Setbon, nel board ci sono anche Eric Le Gentil, l’ad di Banca Generali Giorgio Girelli, Mario Andrea Beccaria (direttore generale di Bg Sgr), Heinz Gawlak, Luca Passoni (dg di Generali Investments), Volker Scheidel e Alex Schmitt. I consiglieri sono stati tutti rinnovati, mentre l’assemblea ha nominato il nuovo amministratore delegato Giancarlo Fancel, vicedirettore generale vicario di Banca Generali. Generali Fund Management, con un capitale di 3,9 milioni controllato al 51% da Banca Generali e per il 49% da Generali Investments, è la management company di undici prodotti di risparmio gestito, per un totale di asset di 11,8 miliardi. Grazie a uno staff di una trentina di persone gestisce Bg Sicav, Bg Selection Sicav (che distribuisce anche prodotti multibrand, targati da Hsbc a Kairos, da Barclays a Jp Morgan), Generali Investments Sicav, Generali Multinational Pension Solutions Sicav, Gp&g Fund, Voba Fund, Generali Fondsstrategie Aktien Global Fc, Generali Komfort Fcp, Generali Vermogensstrategie, Generali Belgium Fcp e Vdl Us$ Corporate Bund Fund. Il bilancio dà conto di commissioni nette incassate per 105 milioni, a fronte di management fees per 139,2 milioni e commissioni di performance di 39,5 milioni, che si confrontano con costi complessivi per circa 95 milioni.
Intanto, prima del cda che approverà i conti trimestrali, si riunirà il comitato esecutivo della compagnia triestina. Obiettivo: esaminare lo studio commissionato all’advisor Mediobanca sugli accordi con il finanziere e socio Petr Kellner, che ha in mano il 49% della joint venture Generali-Ppf. Sarebbero tre gli scenari ipotizzati: il primo prevede di rilevare immediatamente la quota di Ppf, il secondo presenta la possibilità di un acquisto graduale, mentre il terzo rinvia tutto alla naturale scadenza degli accordi, ossia il luglio 2014, quando Kellner avrà facoltà di esercitare la propria opzione di vendita. Gli scenari più probabili appaiono il secondo e il terzo, anche se non sembra che ci sia fretta di arrivare a una scelta in tempi stretti. Il comitato darà all’ad Giovanni Perissinotto il mandato di esplorare le alternative, discutendone con Kellner e la questione non passerà dal cda.V.S.