I quattro pilastri di Carige

Ricavi, costi razionali, liquidità, innovazione

Banca Carige stima di raggiungere nel 2014 un utile netto di 263 mln, con una crescita media annua del 10,1% sul 2010.Il dato è emerso dal Piano strategico 2011-2014, approvato dal cda dell’istituto di credito genovese e illustrato ieri al mercato. Tra il 2010 ed il 2014 le masse intermediate dal gruppo sono previste in crescita del 5,8% annuo a oltre 95 mld, con le attività finanziarie intermediate in aumento del 6,1% annuo dai 50.674 mln del 2010 ai 64.139 mln del 2014 e gli impieghi lordi a clientela in crescita dai 25.373 milioni di fine 2010 ai 31.130 nel 2014, +5,2% medio annuo. L’istituto prevede poi un’evoluzione del mix delle Afi a favore della raccolta indiretta, nell’ambito della quale tenderà ad aumentare il peso della componente gestita. La raccolta diretta è stimata in crescita a 32.931 mln nel 2014, +5,5% annuo. La raccolta indiretta dovrebbe crescere del 6,7% annuo a 31.208 mln nel 2014. La crescita del risparmio gestito sarà dell’8,3% annuo a 14.242 mln. Il risparmio amministrato dovrebbe presentare invece uno sviluppo più contenuto (+5,4% all’anno) a 16.966 milioni nel 2014. Il margine di interesse crescerà a 1.025,4 milioni, +9,5% annuo. Anche i ricavi netti da servizi sono previsti in crescita del 3,5% annuo a 420,6 mln. Il roe crescerà dal 5,1% del 2010 al 6,6% del 2014.

Quanto alla patrimonializzazione, l’obiettivo del gruppo è di allinearsi quanto prima ai più stringenti requisiti patrimoniali richiesti da Basilea III. È stata da tempo avviata un’attività di capital management per raggiungere un common equity ratio intorno all’8% già a fine 2013.

Il Piano individua 4 indirizzi strategici prioritari: lo sviluppo dei ricavi e dell’offerta commerciale, con l’obiettivo di individuare le aree di business (territori, prodotti, clienti) in cui esiste ancora potenziale di valore inespresso; la razionalizzazione dei costi e dei processi operativi; l’ottimizzazione della liquidità, del capitale e del costo del rischio, la focalizzazione sull’innovazione e sulle competenze.

«È un piano solido e credibile», ha sottolineato in conference call il d.g., Ennio La Monica. «Pensiamo che siano risultati che la banca può raggiungere. Abbiamo volutamente evitato di parlare di operazioni di crescita per linee esterne. In questo momento non c’è nulla, ma nei prossimi anni sicuramente ci sarà. Lo definirei un piano di consolidamento, ma è anche un piano di sviluppo». Quanto all’aumento di capitale, per ora Banca Carige sta alla finestra. «Se si presentano delle opportunità lo valuteremo», ha continuato La Monica.

Il mercato ha apprezzato il piano e il fatto che per ora la banca non faccia ricorso all’aumento di capitale: il titolo ha chiuso a 1,76 euro, +6,59%.