I fondi esteri a caccia di sales manager per farsi largo in Italia

di Roberta Castellarin Paola Valentini

I bene informati dicono che per strappare a Pictet Luca Gabriele Trabattoni, Union Bancaire Privée asset management abbia messo sul tavolo un’offerta irrinunciabile. Il sales manager ha infatti lasciato il gruppo Pictet, che in Italia si è ritagliato una fetta cospicua del mercato dell’asset management (toccando 6,7 miliardi di euro di patrimonio in gestione) per una società di gestione importante in Svizzera ma la cui presenza in Italia è ancora molto da costruire. Trabattoni, che diventa head of sales per l’Italia e per i Paesi del Mediterraneo, ha lavorato per nove anni nella sede milanese di Pictet (guidata in Italia da Luca Di Patrizi) per la quale ha creato la rete di vendita, focalizzandosi in particolare sulla distribuzione dei fondi comuni. Proprio l’Italia in questi anni è diventata per Pictet un mercato molto importante grazie agli accordi siglati con banche, private bank e promotori per il collocamento dei fondi. «Siamo determinati ad accrescere la nostra presenza in Italia e nei Paesi del Mediterraneo», afferma Nicolas Faller, head of european sales di Ubp asset management, «e questa nomina è fondamentale per raggiungere i nostri obiettivi». D’altronde l’Italia rappresenta sempre di più per i gruppi esteri una terra di conquista che fa gola per l’ingente massa di risparmio convogliabile sui prodotti gestiti. Non è un caso quindi che il valzer dei money manager sia ripartito, dopo la crisi, proprio dalle società internazionali e coinvolga soprattutto figure addette a siglare accordi per la distribuzione al dettaglio dei fondi. Nel frattempo Lombard Odier, altra blasonata banca svizzera, ha chiesto autorizzazione ad aprire una sede a Milano per la divisione di investment management al fine di potenziare il collocamento dei fondi comuni. Oggi Lombard Odier investment managers ha come punto di riferimento per l’Italia Alessandro Fonzi, responsabile dei clienti istituzionali, che opera da Zurigo e da Londra. Intanto la società di gestione britannica Ignis asset management rafforza la propria presenza a sud delle Alpi, dove è presente dal 2009, con l’ingresso di Riccardo Villa nel ruolo di sales support. Villa, che proviene da Sydema (società specializzata in software per il credito e il risparmio gestito) dove ricopriva il ruolo di sales manager, risponderà direttamente ad Arcangelo Barletta, regional director Italia e Ticino di Ignis am, nello sviluppo del business retail e wholesale. Ma il giro di poltrone coinvolge anche i player italiani. Come Giulio Baresani Varini (ex responsabile del wealth management di Banca Mb) che entra nel wealth management di Millennium Sim (società genovese controllata al 60% dal gruppo Cassa di Bolzano). Sempre nelle gestioni d’alta gamma va registrato l’ingaggio da parte di Banca Esperia di Theo Delia-Russell con l’incarico di executive director e membro dell’executive committee. Il manager vanta una pluriennale esperienza nel private banking delle banche confluite in Ubi. Mentre Daniele Germano ha lasciato Cofib fiduciaria per approdare a Nextam Partners come relationship manager. Ha reclutato professionisti all’estero Azimut che ha da poco strappato a Henderson Ramon Spano, gestore multimanager che si occuperà di gestioni dal Lussemburgo. La campagna acquisti delle società di asset management si gioca infatti anche a livello internazionale. L’ultimo colpo lo ha messo a segno J.P. Morgan, che con l’assunzione di Nicholas Gartside, nuovo direttore investimenti del global fixed income and currency group, ha ricostituito un team obbligazionario proveniente in blocco dal gruppo britannico Schroders. (riproduzione riservata)