I fondi del Leone a un soffio da Piazzetta Cuccia

Due schieramenti in assemblea: internazionali (9,31%) e italiani (0,44%), rappresentati dallo stesso studio legale Con Blackrock pesano quasi quanto il primo azionista

di Carlotta Scozzari

Generali conferma il segnale arrivato due giorni fa da Unicredit: i fondi comuni azionisti non soltanto partecipano in massa all’assemblea, ma uniscono le forze per far sentire di più la propria voce. Nel caso del gruppo del Leone, stando al verbale dell’assemblea dei soci dello scorso 30 aprile – consultato da Borsa&Finanza – sono stati due i gruppi di operatori del risparmio gestito che hanno deciso di prendere parte all’evento, scegliendo tra l’altro di farsi rappresentare da due diversi avvocati dello stesso studio legale, Trevisan&Associati. Da una parte, una serie di fondi internazionali che hanno optato per l’avvocato Angelo Cardarelli. Tra questi, forti di 145 milioni di azioni della compagnia triestina corrispondenti al 9,31% del capitale sociale ordinario, si segnalano Bnp Paribas, Hsbc Bank, Jp Morgan Chase Bank, Northern Trust, State Street Bank and Trust Company, soltanto per citare alcuni nomi. Non figura, invece, in questo gruppo Black- rock Inc, azionista di peso delle Generali con una quota del 2,82% (nella lista c’è solo un Blackrock Global Funds, con 539mila azioni) che, stando al verbale, non ha preso parte all’assemblea di aprile dei soci del Leone. I fondi italiani hanno invece deciso di fare quadrato attorno al titolare dello studio, Dario Trevisan. In questo caso, Eurizon Capital Sgr, Fideuram Gestions Sa e Pioneer Asset Management (sono soltanto alcuni dei nomi che emergono) hanno raggruppato 6,78 milioni di azioni, corrispondenti allo 0,44% del capitale ordinario della compagnia assicurativa. In tutto, dunque, gli operatori dell’asset management hanno partecipato all’assemblea del Leone con il 9,75% del capitale sociale ordinario. Va rilevato come, considerando anche la quota del 2,82% in capo a Blackrock, i fondi potrebbero riuscire ad assemblare il 12,57% del Leone. Una quota di tutto rispetto che, seppure non eguagliandolo, arriverebbe a un soffio dal 13,24% di Mediobanca e comunque senza dubbio consentirebbe allo schieramento dei fondi di far sentire la propria voce nelle decisioni societarie. A rappresentare nell’assemblea Generali la famiglia Ligresti (che ha partecipato con 17,35 milioni di azioni, pari all’1,11% del capitale ordinario) è stato Vittorio Erbetta, fratello dell’ad di Fonsai, Emanuele, e collaboratore della compagnia per la funzione «M&A, partecipazioni ed estero» diretta da Andrea Novarese. Ma non sarebbe una novità: fonti vicine a Fonsai assicurano che avviene così da quattro anni.