Gli avvocati puntano sulla pensione “modulare”

«Un “salvadanaio” personale da cui attingere al momento del pensionamento: affidabile, conveniente, flessibile». Sono queste secondo la Cassa Forense le parole chiave per descrivere la cosiddetta quota “modulare” dei trattamenti pensionistici che verranno erogati dalla stessa Cassa a partire dal 1° gennaio del 2012. La nuova formula pensionistica è stata presentata, per la prima volta nella sua forma operativa, all’inizio di maggio, nel corso della Giornata nazionale della previdenza tenutasi a Milano.
Grazie alla “pensione modulare”, una delle novità più rilevanti della riforma previdenziale forense entrata in vigore il 1° gennaio 2010, gli avvocati potranno decidere volontariamente se integrare la propria pensione di base versando una quota accessoria compresa tra l’1 e il 9 per cento del reddito professionale netto dichiarato ai fini Irpef entro il tetto pensionabile. Rispetto al contributo soggettivo obbligatorio, che entra a far parte di un “salvadanaio” pensionistico collettivo e in quanto tale redistribuito a tutti gli iscritti secondo principi di tipo retributivo, il contributo soggettivo volontario appartiene al singolo: chi lo versa lo riceverà indietro al momento della pensione sotto forma di rendita totalmente reversibile.