Generali si diluisce in Ca’ de Sass

Generali dice «ni» all’aumento di capitale di Intesa Sanpaolo. Ieri, l’amministratore delegato del gruppo del Leone, Giovanni Perissinotto, parlando a margine di un convegno, ha spiegato che la compagnia triestina parteciperà alla ricapitalizzazione dell’istituto di Ca’ de Sass «per una parte». Generali, con la parziale adesione all’aumento da 5 miliardi di Intesa che prenderà il via il 23 maggio e chiudersi il 10 giugno (il via libera di Consob alla pubblicazione del prospetto è giunto ieri), va dunque verso un ridimensionamento della propria quota nella banca, attualmente pari al 4,55 per cento. Una partecipazione che, ha ribadito Perissinotto, non è strategica. Non a caso, nei giorni scorsi, quando era partito il «toto- adesione» all’operazione, l’ad del gruppo del Leone aveva precisato che, trattandosi di una quota finanziaria, «viene gestita dai nostri gestori dell’asset Management». Perissinotto è anche tornato sulla questione che ha animato il dibattito finanziario negli ultimi giorni, ossia l’imminente joint venture con la banca russa Vtb, di cui le Generali hanno una partecipazione dell’1% rilevata a febbraio per circa 220 milioni di euro. Due giorni fa, confermando precedenti indiscrezioni, il presidente di Vtb, Andrei Kostin, aveva lasciato intuire che la banca russa potrebbe anche essere intenzionata a entrare nell’azionariato della società italiana. «La parte azionaria – ha spiegato ieri a riguardo Perissinotto – non mi compete ma mi fa piacere che un gruppo importante e ben gestito come Vtb abbia manifestato interesse per il nostro titolo. Ma non siamo alla ricerca di incroci azionari. La priorità è l’accordo assicurativo. Stiamo discutendo – ha proseguito l’ad di Generali – e siamo abbastanza avanti nell’esplorazione di una joint venture sul mercato russo, non solo per la bancassicurazione ma per una partnership assicurativa ». Quanto alla ripartizione delle partecipazioni tra le due società protagoniste dell’accordo, Perissinotto ha precisato che al momento non c’è ancora alcuna indicazione precisa. «Per ora – ha detto – si parla di una joint venture, certo se arrivassimo al 51% mi farebbe piacere ». Lo schema, dunque, potrebbe essere simile a quello della joint venture annunciata nel 2007 e avviata all’inizio del 2008 con la ceca Ppf dell’attuale socio e consigliere del Leone, Petr Kellner. In Generali Ppf Holding il gruppo del Leone detiene una quota del 51% mentre la restante parte fa capo al finanziare ceco. Ieri in Borsa Generali ha chiuso invariata a 15,75 euro.