Generali, i conti battono le stime

Alla fine, il cda di Generali riunito ieri si è occupato solo di conti. Nessuna decisione sull’esercizio della call sul 49% della jv con il gruppo ceco Ppf (che comunque non verrà anticipata rispetto alla naturale scadenza del 2014, ha assicurato il ceo Giovanni Perissinotto), soltanto l’esame dei numeri del primo trimestre: «Il migliore dall’inizio della crisi», ha commentato il cfo Raffaele Agrusti in conference call, sebbene a unmiglioramento della redditività abbia fatto da contraltare una discesa dei premi. L’utile netto è salito del 16,8% a 616 milioni di euro, il risultato operativo del 6,6% a 1,256 miliardi, sostenuto dal risultato dei danni e dell’asset management. Meglio delle previsioni degli analisti, che secondo il consensus Bloomberg si aspettavano un utile di 561 milioni e un risultato operativo di 1,187 miliardi. Inmiglioramento anche il combined ratio, indicatore (inverso) della redditività del ramo danni, che ha registrato una discesa al 96,1% – rispetto al 98% del primo trimestre 2010 – grazie in particolare all’andamento positivo in Italia, Francia e Germania. I premi complessivi invece si sono attestati a 19,1 miliardi, in calo dell’8,3%, e al di sotto delle stime del mercato (20,731 miliardi). In dettaglio, sono stati emessi premi per 12,3 miliardi nel vita (-13,2%), il cui andamento è stato condizionato dalla elevata concentrazione di raccolta di premi unici realizzata nel primo trimestre 2010; e per 6,8 miliardi nel danni (+2,1%, con crescita sia sul comparto auto, sia sul non auto). Il patrimonio netto è lievitato a 17,725 miliardi, in rialzo dell’1,3% rispetto a fine 2010, mentre l’indice di Solvency I è salito al 133% (132% al 31 dicembre 2010). Tenendo conto delle plusvalenze immobiliari disponibili su autorizzazione delle Authority, tale indice si attesta al 140%. Per quanto riguarda le attività di asset management, le masse gestite hanno raggiunto 92miliardi (+4% a termini omogenei rispetto alla fine del 2010). I risultati sono stati accolti con favore dal mercato, che ha regalato al titolo un rialzo dell’1,35% a 15,78 euro. In conference call il cfo Agrusti ha confermato per l’esercizio in corso il target di utile operativo a 4,7 miliardi e ha negato l’annoso rumor (periodicamente rilanciato dai media svizzeri) sulla possibile cessione di Bsi, che a suo tempo aveva assorbito le attività di Banca del Gottardo. «Penso che non ci sia nessuna intenzione di cederla – ha detto Agrusti – siamomolto compiaciuti dei risultati di Bsi nel trimestre», trainati dal buon andamento dell’Asia dove Generali ha intenzione di puntare sempre di più nell’asset management, come ha ribadito Perissinotto. Restando sul tema dell’espansione a Est, il ceo ha indicato che il gruppo triestino ha contatti con Vtb per sviluppare una collaborazione in Russia. «La Russia per noi è un mercato interessante, abbiamo delle conversazioni in corso con Vtb per esplorare la possibilità di sviluppare insieme gli affari assicurativi in quel paese, non solamente come bancassurance, ma per creare una società che abbia una distribuzione multicanale». Generali da tempo punta a rafforzarsi in Russia, dove negli anni scorsi aveva giocato una partita complicata sull’ingresso in Ingosstrakh, e più di recente (in febbraio) aveva partecipato alla privatizzazione della Vtb (Vneshtorgbank, Banca per il Commercio Estero) investendo 300milioni di dollari per l’1% del capitale. Operazione che, secondo indiscrezioni, non era piaciuta all’azionista Leonardo Del Vecchio, uscito dal board proprio a febbraio, nei giorni in cui si consumavano feroci scontri tra azionariato e management, culminati con le dimissioni di Cesare Geronzi. Anche se il clima di quei giorni nel frattempo pare essersi rasserenato, Generali continua ad avere qualche grana: secondo quanto riferisce Il Piccolo, infatti, l’ex presidente Antoine Bernheim avrebbe deciso di intentare causa al gruppo, per contestare la generosa liquidazione (oltre 16 milioni di euro) erogata a Cesare Geronzi. Secondo il quotidiano triestino, il banchiere francese, che già in precedenza si era lamentato della perdita di alcuni privilegi (uffici, segretarie, aereo privato) legati alla presidenza del Leone, avrebbe avanzato una richiesta di risarcimento da 20 milioni di euro. Oltre ai danni morali.