Doxa, italiani ancora attaccati al contante

Italiani ancora affezionati al denaro contante. Seppur il bancomat sia nelle tasche del 70% della popolazione italiana, solo il 52% lo usa per prelevare, il 53% per fare acquisti. Lo studio realizzato da Wincor Nixdorf, in collaborazione con Doxa, conferma che la carta elettronica più diffusa in Italia trova ancora almeno due resistenze nella popolazione: sicurezza percepita non sempre sufficiente e poca dimestichezza con la tecnologia, soprattutto tra le donne e la popolazione anziana. Se solo un italiano su due oggi preleva allo sportello automatico, è pur vero, secondo la ricerca, che gli utenti si ritrovano tutti, chi più chi meno, con gli stessi accorgimenti e pari buon senso davanti ai terminali: ci si guarda alle spalle, si chiede il rispetto della distanza per la riservatezza, si copre la tastiera nel digitare il codice «pin» e si osserva l’integrità della macchina e della tastiera. Tra le paure che limitano il ricorso al bancomat, quella oggi più diffusa e percepita è sicuramente la clonazione della carta. Risultano graditi le videocamere di sicurezza, gli sms che segnalano prelievi superiori a un certo importo, i sistemi di allarme che rilevano situazioni sospette a tecnologie innovative di sicurezza aggiuntive rispetto al codice «pin» (per esempio, l’impronta digitale). Sul fronte dei commercianti ancora oggi solo il 64% dei piccoli esercenti (farmacie, benzinai, tabaccai) accetta pagamenti con il bancomat. Già il 15% di loro usa però i nuovi sistemi di versamento intelligente agli sportelli bancomat per gestire il contante, percentuale che scende al9%considerando i soli assegni. Se infatti il 51% degli esercenti intervistati si sente del tutto sicuro nel versare allo sportello con il cassiere, una percentuale di poco inferiore, il 30%, dichiara la stessa sicurezza nell’effettuare questa operazione presso uno sportello bancomat.