Banca Generali in utile per 20 mln vuole ridurre il peso della finanza

di Anna Messia

Per realizzare un sistema sano e stabile gli utili delle banche dovrebbero dipendere sempre meno dalla componente finanziaria e dall’andamento dei mercati. «È un obiettivo che Banca Generali, nel suo ambito di attività, ha ben chiaro in mente», dice a MF-Milano Finanza Giorgio Girelli, amministratore delegato dall’istituto, commentando i risultati della trimestrale pubblicati ieri.

L’utile della banca del gruppo Generali si è attestato a 20 milioni, in crescita del 6,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, «ma soprattutto è migliorata la qualità del risultato visto che il contributo delle commissioni di performance è sceso del 60% da 10,2 a 4,1 milioni», aggiunge Girelli, «e la componente di utile proveniente dal trading è calata del 74% dal 9,4 a 2,5 milioni». Nel caso di Banca Generali il trading del portafoglio-investimenti della banca, che comprende obbligazioni per 2,7 miliardi, è quindi effettuato per lo più in un’ottica di lungo termine. «Da sempre le società di risparmio gestito sono considerate la cartina di tornasole del mercato, salgono più delle altre se le borse crescono e scendono più velocemente se le cose vanno male», spiega Girelli. «Nel nostro caso questa dipendenza vale meno, come dimostra il fatto che nel primo trimestre, grazie all’andamento positivo della componente industriale, siamo riusciti a chiudere in crescita nonostante i mercati sono stati deludenti». Ad aumentare sono state le masse totali, che hanno raggiunto i 23,8 miliardi (+4,4%) e, più in particolare, il peso delle masse gestite (quelle più profittevoli) è cresciuto fino a rappresentare il 71% del totale. C’è stato poi un significativo incremento della redditività delle commissioni di gestione e un taglio importante dei costi, scesi del 5% a 36,1 milioni. Mentre la raccolta netta da gennaio ad aprile ha raggiunto i 428 milioni. Un trend che, assicura Girelli, proseguirà nei prossimi mesi e che rende la società fiduciosa di chiudere l’anno in crescita e di tenere fede all’abitudine di riconoscere agli azionisti una ricca cedola, come era stato lo scorso anno quando era stato pagato un dividendo di 0,55 euro, con un payout del 75% su un utile complessivo di 82 milioni. La cedola quest’anno dovrebbe essere più ricca visto che l’asticella dell’utile dovrebbe alzarsi fino a 100 milioni, almeno secondo gli obiettivi indicati recentemente dal presidente Giovanni Perissinotto. (riproduzione riservata)