Lo studio “YE2024 Comparative Study on Market and Credit Risk Modelling” di EIOPA analizza i modelli interni di rischio di mercato e di rischio di credito utilizzati da grandi gruppi assicurativi europei. In sostanza lo studio comparato analizza come i grandi gruppi assicurativi europei (22 partecipanti in 7 Stati membri che coprono quasi il 100% degli investimenti in euro detenuti da imprese) con internal model approvato per questi rischi, che usano modelli interni, calcolano il rischio di mercato e il rischio di credito ai fini di Solvency II. Si tratta di rischi che pesano molto sul capitale di solvibilità delle compagnie e che quindi interessano da vicino i supervisori.

Per confrontare modelli diversi, EIOPA costruisce una serie di portafogli “tipo” (benchmark portfolios) composti da strumenti finanziari sintetici (obbligazioni governative e corporate, azioni, immobili, ecc.). A ciascun portafoglio le imprese applicano il proprio modello interno e indicano quanta perdita massima stimano in uno scenario estremo a un anno, cioè il loro “risk charge” (una misura simile al Value‑at‑Risk al 99,5%).

Dallo studio emerge che:

  • esistono differenze significative (“dispersione”) tra i risultati dei vari modelli, soprattutto su alcune aree:

    • titoli di Stato dei Paesi periferici dell’area euro,

    • obbligazioni corporate con rating più basso (es. BB),

    • immobili (real estate),

    • dipendenze tra diversi fattori di rischio (per esempio tra spread di vari emittenti o tra azioni e tassi);

  • per molti portafogli, i modelli interni non sono sistematicamente “più morbidi” della formula standard, anzi in diversi casi producono carichi di rischio più elevati;

  • un elemento tecnico importante è il modo in cui viene trattata la Volatility Adjustment (VA): alcune imprese la tengono fissa, altre la fanno variare negli scenari (dynamic VA). Questo influisce sui risultati, specie quando si guarda congiuntamente a attivi e passivi (asset–liability).

Lo studio nota anche che l’integrazione dei temi ESG e dei rischi climatici fisici nei modelli interni è ancora molto limitata: quasi nessuna impresa utilizza davvero una tassonomia ambientale nella modellizzazione del capitale, e nessuno include in modo esplicito i rischi fisici del clima nei modelli immobiliari.

Per EIOPA, queste evidenze confermano che serve una vigilanza continua: i risultati del confronto vengono usati dalle autorità nazionali per discutere con le imprese, valutare modifiche ai modelli interni e rafforzare la coerenza delle prassi di supervisione in Europa.

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