Nel periodo 2019‑2024 il comparto auto mostra una ricomposizione strutturale, secondo quanto emerge dal Bollettino IVASS “L’attività assicurativa nel comparto auto (2019-2024)”: i premi rc auto e natanti crescono per il secondo anno consecutivo, ma restano sotto i livelli pre‑2019, mentre il ramo corpi veicoli terrestri (CVT) assume un peso crescente nella raccolta danni e nel risultato tecnico complessivo. Nel 2024 i premi auto (rami 3, 10, 12) delle imprese vigilate ammontano a 17,5 miliardi, pari al 42,8% dei rami danni, con una quota CVT che arriva al 25,9% del comparto auto (era 19% nel 2019).

Ramo rc auto e natanti

Nel 2024 le imprese vigilano IVASS hanno raccolto nel ramo rc auto e natanti premi per 13 miliardi di euro (+6,5% sul 2023), pari al 31,7% della raccolta danni; la raccolta resta tuttavia ancora inferiore del 2,2% al 2019 e del 14,8% al 2014, a testimonianza di una lunga fase di riduzione dei premi medi.

L’aumento 2024 è trainato dal premio medio per veicolo (338 euro netti, +7,1% sul 2023), a fronte di un numero di veicoli leggermente in calo (38,3 milioni, -0,6% sul 2023, -3,6% sul 2019).

Nel primo semestre del 2025 rallenta la crescita nella raccolta premi, che raggiunge 6.725 milioni di euro, con un incremento del 3,8% rispetto allo stesso periodo del 2024, in linea con il più contenuto aumento dei prezzi della garanzia r.c. auto.

Frequenza, costo medio dei sinistri e premio puro

  • la frequenza sinistri (con IBNR) scende al 4,97% nel 2024, rispetto al 5,89% del 2019;
  • il costo medio complessivo dei sinistri di generazione 2024 sale a 5.422 euro, +21,3% nominale rispetto al 2019, con costo medio pagato 3.153 euro e riservato 10.242 euro. L’aumento dei costi è ricondotto soprattutto alla spinta inflazionistica sui pezzi di ricambio, sulla manodopera e sui costi liquidativi a partire dal 2021, nonché agli adeguamenti dei risarcimenti per danno biologico di lieve entità (decreti MIMIT 2022‑2024) e, dal 2025, all’introduzione della Tabella Unica Nazionale per le lesioni di maggiore entità.
  • il premio puro passa da 263 euro nel 2019 a 270 euro nel 2024 (+2,5% nominale), risultando in crescita nel biennio più recente dopo la stabilità 2023. Le imprese che operano prevalentemente tramite canale diretto presentano un premio puro (302 euro) più elevato rispetto alla media di mercato, anche a causa di una frequenza sinistri significativamente superiore (6,04%)

Costi di gestione – combined ratio

  • L’expense ratio del ramo scende al 20,3% (circa -1 punto sul 2023), con provvigioni pari al 52% delle spese, altre spese di acquisizione al 20,4% e amministrazione al 27,6%; le imprese a prevalente canale diretto presentano un rapporto di spesa più contenuto (18,7%) ma con composizione più sbilanciata sulle spese operative interne.
  • il combined ratio di competenza scende dal 105,9% al 102,9%, per effetto di una crescita dei premi più sostenuta dell’onere sinistri; Le imprese del canale tradizionale registrano risultati migliori (102,2%) rispetto a quelle dirette (110,7%); includendo l’eccedenza di riserva pregressa (ancora positiva ma in calo) e le spese di liquidazione in aumento (9,5% dei premi, massimo decennale), il combined ratio “totale” si attesta al 100,4%;

Saldo tecnico e gestione finanziaria

  • il saldo tecnico lordo resta negativo per -219 milioni, peggiorando rispetto al 2023, a causa di un incremento dell’onere sinistri e dei costi che assorbe quasi completamente il maggior volume premi. Le imprese tradizionali segnalano una redditività tecnica negativa (-1% dei premi), mentre quelle dirette, pur continuando a registrare risultati decisamente negativi (-12% dei premi) migliorano rispetto al biennio 2022-2023

  • La gestione finanziaria imputa al conto tecnico utili per 508 milioni, che riporta in positivo il risultato tecnico lordo (289 milioni); considerando l’effetto delle cessioni in riassicurazione, positivo per circa 70 milioni, il risultato tecnico netto 2024 è pari a 362 milioni, comunque inferiore ai 581 milioni del 2023. Il risultato per polizza scende da 15 a 9 euro, significativamente al di sotto del livello medio pre‑pandemico (16 euro).
  • La redditività rimane eterogenea per modello distributivo: le imprese tradizionali registrano nel 2024 un indice di redditività tecnica del 3,7% (in calo dal 6,9% del 2023), mentre le imprese dirette, pur migliorando, restano in territorio negativo (circa -9%, rispetto al -21% del 2023).

Nel primo semestre 2025, si osserva un moderato miglioramento del combined ratio della generazione corrente, pari all’86,7% (88,1% nella prima metà del 2024), che riflette la riduzione del loss ratio al 65,9% (67,6% nel 2024). La gestione puramente tecnica continua ad essere sotto pressione, mentre l’andamento favorevole degli utili degli investimenti nei mercati finanziari, trasferiti in parte al conto tecnico, corregge in senso positivo il risultato semestrale, che registra un utile di 464 milioni, in crescita rispetto ai 211 della prima metà 2024.

Struttura di mercato, profittabilità territoriale e ruolo delle frodi

Il report IVASS analizza anche il mercato in generale, rilevando che nel ramo rc auto e natanti il ​​numero di operatori attivi si riduce del 14% rispetto al 2014, ma l’ingresso di nuovi player con quota significativa determina una rilasciata del grado di concentrazione: l’indice di Herfindahl‑Hirschman scende da 1.042 punti nel 2014 a 822 nel 2024, configurando un mercato moderatamente concentrato. La quota delle prime cinque imprese resta stabile al 55% dei contratti, mentre quella delle prime dieci è pari al 72% (74% nel 2014).

La presenza delle imprese SEE si rafforza: la loro quota sulla raccolta premi e sul numero di polizze rc auto e natanti raggiunge rispettivamente il 14,7% e il 14,9% nel 2024, con premi lordi superiori a 2,2 miliardi (+24,3% annuo) e 6,7 milioni di polizze (+16,4%). Il premio medio delle imprese SEE (335 euro) confluisce verso quello delle imprese nazionali (338 euro), mentre il costo medio sinistri resta inferiore (4.739 euro contro 5.266), soprattutto per effetto di un medio riservato più contenuto (6.907 contro 10.233 euro).

L’analisi territoriale dei margini mostra nel 2024 un deciso recupero rispetto al biennio precedente: quasi tutte le province hanno margini tecnici per polizza positivi, con oltre 15 province sopra i 100 euro; fanno eccezione Crotone (-13,7 euro) e Foggia (-3,8 euro), caratterizzate da costi medi sinistri elevati. Si osserva però un aumento della dispersione geografica: il differenziale interquartilico dei margini provinciali passa da 34 euro nel 2021 a 54 euro nel 2024 (+61%), segnalando forti divergenze territoriali in termini di rischiosità e gestione tecnica.

Non emerge una correlazione sistematica tra struttura di mercato (HHI, quota imprese SEE) e redditività provinciale; la profittabilità appare piuttosto legata a fattori tecnici: frequenza e costo medio sinistri, politiche di riservazione, gestione del contenzioso e intensità delle attività antifrode. A livello provinciale, premio puro e margine per polizza mostrano una relazione negativamente inclinata ma modesta: un aumento di 10 euro del premio puro si associa, in media, a una riduzione di circa 1,2 euro del margine.

L’analisi di regressione evidenzia che:

  • un incremento di 1 punto percentuale nella quota di sinistri sottoposti ad approfondimento per rischio frode si associa a un aumento del margine per polizza di circa 1,25 euro (1,7%) se si considera il riservato medio, e di 1,46 euro (2%) se si considera il costo medio;

  • al contrario, un aumento di 100 euro del medio riservato (circa il 1%) riduce il margine di circa 1 euro (-1,6%); un incremento analogo del costo medio (circa il 1,8%) si associa a una riduzione del margine di 3 euro (-4,2%).

  • Le province di Napoli, Caserta e Prato emergono come outlier: presentano premi puri e frequenze sinistri elevati ma riservati medi e costi medi pagati significativamente inferiori alle province con analogo premio puro, con conseguenti margini per polizza molto elevati. A Napoli e Caserta la quota di sinistri a rischio frode è pari a circa il 35% (media nazionale 10,8%), con margini medi per polizza di 136,9 e 140,5 euro rispettivamente; tali aree sono anche caratterizzate da un’alta incidenza di contenzioso (in Campania il 40,4% degli importi riservati riguarda causa in giudizio). Le prove suggeriscono che un presidio antifrode intenso e una gestione rigorosa del contenimento consentono di contenere i costi sinistri e preservare margini soddisfacenti anche in contesti ad alta rischiosità.

Ramo CVT: forte recupero tecnico e crescente penetrazione

Nel ramo corpi veicoli terrestri il 2024 segna un’inversione netta rispetto al 2023, anno in cui eventi naturali eccezionali avevano generato il peggior risultato tecnico storico. I premi CVT del lavoro diretto italiano delle imprese vigilate raggiungono 4.528 milioni di euro (+14% sul 2023, +45,5% sul 2019), con un’incidenza sulla raccolta danni dell’11,1%. Le imprese SEE in stabilimento aumentano la loro quota al 11,2% del ramo (572 milioni, +30,9% annuo), mentre la quota delle imprese dirette scende al 6,6%, a vantaggio degli operatori bancari/finanziari (5,8% contro 2,5% nel 2023).

Nel 2024 i veicoli assicurati CVT crescono del 3,3% (22,3 milioni), mentre i sinistri con seguito diminuiscono del 14% (1,36 milioni), determinando una frequenza sinistri del 6,11% (7,34% nel 2023), soprattutto per il venire meno del picco di eventi naturali che aveva gravato sul 2023. Il costo medio complessivo dei sinistri 2024 si attesta a 1.865 euro (-6,6% nominale, -7% reale), con costo medio pagato 1.610 euro e riservato 2.835 euro.

Il premio medio CVT sale a 203 euro (+19 euro), mentre il premio puro scende a 114 euro (-33 euro), generando un significativo ampliamento del margine lordo. L’expense ratio rimane elevato al 31,7%, con provvigioni di acquisizione e incasso pari al 22,4% dei premi, oltre il doppio della rc auto (10,6%).

Gli indicatori tecnici migliorano nettamente: il loss ratio di competenza scende dal 82,7% al 58,3% e il combined ratio di competenza dal 115,7% al 91,4%; includendo l’effetto della gestione dei sinistri pregressi, quest’ultima per la prima volta fornisce un contributo negativo (circa -1,5% dei premi), il loss ratio complessivo si colloca al 59,9% e il combinato al 93% (115,5% nel 2023). Le imprese dirette mantengono un loss ratio più favorevole (53,5% contro 58,8% delle tradizionali) ma un combined ratio più alto (98,5% contro 90,9%), per via di un spending ratio molto più gravoso (circa 45% contro 32,1%).

Il saldo tecnico lordo del ramo torna positivo per 287 milioni (‑608 milioni nel 2023), grazie alla combinazione di crescita premi e calo oneri sinistri; il contributo della gestione finanziaria è contenuto ma stabile (74 milioni), portando il risultato tecnico ante riassicurazione a 361 milioni. Nel 2023 le cessioni in riassicurazione avevano apportato un beneficio straordinario di 492 milioni, mitigando l’impatto degli eventi catastrofali (passaggio da un saldo lordo fortemente negativo a uno conservato meno penalizzante); nel 2024, invece, le cessioni determinano un impatto negativo per -139 milioni, in un contesto di riduzione degli oneri verso gli assicurati e aumento dei premi ceduti a seguito del rinnovo dei trattati.

Ne consegue che il risultato tecnico netto 2024 del ramo CVT è pari a 221 milioni di euro (5,1% dei premi di competenza), contro la perdita di 34 milioni del 2023; il risultato tecnico per unità di rischio raggiunge 9,9 euro, superiore sia al 2023 sia al 2019. Il margine tecnico atteso per polizza (a fine anno di generazione, al netto della quota di utile finanziario) si colloca a 24,9 euro, dopo il valore fortemente negativo del 2023, e supera i livelli del periodo 2019‑2022 anche a prezzi costanti.

La penetrazione delle garanzie accessorie nel portafoglio rc auto si consolida: nel 2024 il 52,8% delle polizze rc auto presenta almeno una garanzia CVT attiva; le coperture più diffuse sono incendio (31,4% delle polizze), cristalli (29,0%) e furto (27,2%), mentre la kasko rimane marginale (1,7%). La distribuzione è fortemente sbilanciata a favore del Nord (numerose province oltre il 63,5% di penetrazione; Pavia raggiunge il 77,2%), mentre nel Mezzogiorno e nelle Isole prevalgono valori sotto la mediana nazionale (49,9%), con minimi come Agrigento (27,6%).

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