Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

logo_mf

Tempi di pagamento più lenti, un riposizionamento verso vettori alternativi e nuove rotte di spedizione (che passano anche per l’Italia), oltre al calo dell’attrattività di Stati Uniti e Cina agli occhi degli esportatori. È il quadro del commercio internazionale dipinto dalla Global Survey 2026 di Allianz Trade, l’indagine sul mondo delle imprese e dei crediti commerciali che ha coinvolto oltre 6.000 aziende in 13 diversi mercati che quest’anno valuta inevitabilmente anche l’impatto del conflitto in Medio Oriente. Lo scenario, con l’annuncio della tregua, resta in divenire ma dalla rilevazione realizzata dalla società del gruppo Allianz, leader nell’assicurazione del credito commerciale con un fatturato di 4 miliardi di euro e 1.400 miliardi di transazioni commerciali assicurate (dati 2025), emerge che la tensione nei Paesi del Golfo non ha fatto deragliare le aspettative di crescita delle esportazioni, ma ha rimescolato la mappa dei rischi e dei mercati dopo un anno di guerra commerciale. Il 75% degli esportatori continua ad aspettarsi una crescita positiva dell’export nel 2026 e l’impatto del conflitto in Medio Oriente sembra moderato, ancor più se confrontato con lo shock tariffario del 2025, quando le aspettative sono crollate di 40 punti percentuali. «Le aziende considerano sempre di più l’instabilità geopolitica come un dato ormai fisiologico, strutturale e sistemico e non più uno shock», commenta Andrea Resteghini, regional & Italy head of credit di Allianz Trade.
Dietrofront sull’ampliamento dei poteri nelle mani della Commissione di vigilanza sui fondi pensione, la Covip. È stato infatti riscritto, durante l’esame in commissione Bilancio alla Camera, l’articolo 29 del decreto Pnrr che prevedeva originariamente che l’autorità presieduta da Mario Pepe assumesse la vigilanza anche sulle forme di assistenza sanitaria e sociosanitaria integrativa o complementare. Dai fondi sanitari integrativi del Servizio sanitario nazionale agli enti, casse e società di mutuo soccorso con finalità assistenziale. Però la riformulazione del governo (di alcuni emendamenti presentati da FdI, Lega, FI, M5s, Noi moderati, minoranze linguistiche e Azione), tiene ugualmente conto dell’importanza della spesa delle famiglie italiane per prestazioni sanitarie private che è di circa 50 miliardi di euro e dei fondi sanitari, che raccolgono contributi da 18 milioni di iscritti e intermediano il 10% di conto spesa. Ecco che quindi il dl Pnrr, su cui oggi si vota la fiducia in Aula alla Camera, introduce comunque degli obblighi in capo ai fondi sanitari e socio-sanitari integrativi: «Redigere e rendere pubblici nel proprio sito internet istituzionale, entro tre mesi dalla chiusura dell’esercizio, nonché di trasmettere, nel medesimo termine, alle amministrazioni competenti ai sensi della normativa vigente ai fini della vigilanza, i propri bilanci e le relative relazioni, ivi comprese quelle degli organi di controllo comunque denominati».
La prima ad aderire all’aumento di capitale lanciato da Yolo è stata Eurizon (Intesa Sanpaolo). La speranza è che anche gli altri fondi nati sotto il cappello del Fondo Nazionale Strategico Indiretto (Fnsi), creato dal governo e da Cdp per sostenere le imprese quotate all’Egm (Euronext Growth Milan) penalizzate da scambi sottili, possano aggiungersi presto. Intanto l’insurtech guidata da Gianluca De Cobelli ha ricevuto complessivamente adesioni all’aumento per 1,8 milioni di euro sui 6 milioni massimi previsti (a sottoscriverlo tra gli altri sono stati Net Insurance, Banco Desio e Smart Capital) con l’operazione che resterà aperta fino a fine anno. Si tratta di risorse utili ad accelerare la crescita di Yolo, che nel suo capitale tra gli altri ha già Generali, Reale e Sara Assicurazioni. Il nuovo piano industriale messo a punto da De Cobelli prevede la focalizzazione sulla distribuzione assicurativa tramite broker, mentre Yolo è in trattativa con un partner It per creare una joint venture per continuare a investire insieme nella piattaforma tecnologica.
Primo trimestre in buono spolvero per le banche reti quotate, nonostante il settore a marzo sia stato investito appieno dal picco di volatilità sui mercati causata dalla guerra in Medio Oriente. Per Fineco il terzo mese dell’anno ha rappresentato addirittura un massimo storico: la raccolta è stata pari a 1,9 miliardi di euro, che hanno portato il totale del trimestre a quota 4,6 miliardi.

In caso di infortunio avvenuto in Italia in danno di un lavoratore assicurato in Svizzera, l’assicuratore sociale elvetico che agisce in surroga è legittimato secondo la propria legge nazionale, ma non può pretendere più di quanto sia effettivamente risarcibile in base alla legge italiana che regola il fatto illecito. Con la sentenza 26 febbraio 2026, n. 4321, la Corte di Cassazione torna sul tema della surrogazione dell’assicuratore sociale straniero, chiarendo il rapporto tra legge dell’ente erogatore e legge applicabile alla responsabilità civile.
Risoluzione stragiudiziale delle controversie per gli iscritti (inclusi i beneficiari di prestazioni) alle forme di previdenza complementare e sanitarie integrative – ma non per gli associati alle Casse private dei professionisti – sotto l’«egida» della Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, che vede irrobustito il suo ruolo di controllo, nonché – grazie a uno stanziamento «ad hoc» – la sua facoltà di dotarsi di altre risorse umane. È ciò che stabilisce la riformulazione dell’articolo 29 del decreto 19/2026 con misure urgenti nel quadro del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) che, a seguito dell’approvazione degli emendamenti nella commissione Bilancio della Camera, è sbarcato in Aula, dove verrà votato con la fiducia chiesta ieri dal governo; le modalità di azione dell’arbitro che dovrà dirimere le liti, viene specificato nel testo, verranno determinate da un regolamento dello stesso organismo presieduto da Mario Pepe che fisserà pure «i criteri di composizione dell’organo decidente, in modo che risultino assicurate l’imparzialità e indipendenza», con l’intento di garantire «la rapidità, l’economicità e l’effettività della tutela».

Il Comune può essere tenuto a risarcire il proprietario dell’appartamento, allagatosi a causa di abbondanti piogge, anche in un’area dove fosse stato dichiarato lo stato di emergenza. Il dato sull’eccezionalità delle piogge, comprovato da fonti certe e qualificate, prova il caso fortuito solo se è relativo non a un’area vasta ma al punto in cui sorge l’immobile danneggiato.
I sistemi di geolocalizzazione devono essere installati sui mezzi che trasportano rifiuti pericolosi entro il 30 giugno 2026. Questa dotazione è un requisito di idoneità tecnica per l’iscrizione all’Albo gestori ambientali, categoria 5. L’inadempienza da parte delle imprese coinvolte determina, a partire dal 1° luglio, la cancellazione d’ufficio dall’Albo. Questo è quanto si ricava dal combinato disposto di due atti del Comitato nazionale dell’Albo gestori: la delibera numero 1 del 24 marzo 2026 e la circolare numero 2 del 24 marzo 2026. La prima prende le mosse dal sistema Rentri (Registro elettronico nazionale sulla tracciabilità dei rifiuti) poiché il relativo regolamento – Dm 59/2023 -, all’articolo 16, prevede l’obbligo di installazione di sistemi di geolocalizzazione basati sulle tecnologie presenti sul mercato, per chi trasporta rifiuti speciali pericolosi ed è iscritto in categoria 5 dell’Albo. Il termine del 30 giugno è frutto di una proroga che si radica nell’articolo 13, comma 5-quinquies della legge 26/2026 (Milleproroghe). Ora la delibera (in vigore dal 2 aprile) e la circolare dell’Albo rendono concreto l’adempimento e lo attualizzano.