Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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Pierluigi Tortora contesta anche la raccomandazione di voto di Glass Lewis sul rinnovo del cda di Mps. L’imprenditore dell’energia è azionista della banca all’1,2% attraverso la holding Plt e ha presentato una lista di maggioranza che ricandida il ceo uscente Luigi Lovaglio. La rosa non ha incassato la promozione dei proxy advisor Glass Lewis e Iss, che si sono invece espressi a favore della lista del cda pur con alcuni pesanti rilievi alla sua composizione. Tortora considera le due analisi incongruenti, proprio per i giudizi critici espressi sulla lista del cda. E ha scritto una lettera di replica al parere di Glass Lewis, arrivato venerdì, così come aveva risposto a quello di Iss la settimana scorsa.
Azimut archivia il mese di marzo con una raccolta netta totale di 945 milioni di euro, portando la raccolta netta complessiva del primo trimestre del 2026 a 4,6 miliardi. Nei tre mesi i soli fondi comuni hanno portato 2,7 miliardi di euro alla società di gestione presieduta da Pietro Giuliani. Ulteriori 1,5 miliardi sono arrivati dalle affiliate strategiche. Alla fine di marzo le masse totali sono arrivate a quota 143,8 miliardi.
Nuovo ingresso in Net Insurance, compagnia specializzata in soluzioni protection per la persona, la famiglia e la piccola e media impresa, guidata dal 2018 dall’Ad Andrea Battista. Da gennaio, Daniela D’Andrea è entrata a far parte del management aziendale come nuova Chief Business Officer, in sostituzione di Stefano Longo, in uscita dopo sette anni per raggiunti limiti d’età, ma che resta comunque in azienda come prezioso consulente senior.
Negli ultimi anni la cybersicurezza ha subito una trasformazione rilevante. Essa, infatti, non è più soltanto una funzione riconducibile alla sicurezza nazionale, ma è diventata una componente essenziale anche per le imprese e si sta progressivamente collocando nella sfera dei diritti fondamentali nel contesto digitale. All’interno di questo scenario si inserisce l’intelligenza artificiale che, in relazione alla cybersicurezza, presenta un duplice ruolo: se essa può essere utilizzata per rafforzare la capacità offensiva, allo stesso tempo, può potenziare gli strumenti difensivi, migliorando la capacità di rilevare anomalie, prevenire incidenti e reagire in modo tempestivo. Questo è proprio quanto è stato evidenziato dal Direttore Generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) Bruno Frattasi: «L’intelligenza artificiale può rivelarsi una potente arma di difesa dalla stessa minaccia, come tutte le tecniche avanzate che hanno una doppia faccia: la Red e la Blu. La prima è quella nella quale identifichiamo gli attaccanti e gli aggressori informatici, quella Blu è quella con la quale identifichiamo la parte buona, quella che combatte i criminali». Questa ambivalenza rende centrale la gestione del rischio. In tale prospettiva, l’AI Act richiede in capo ai fornitori di sistemi ad alto rischio non solo il rispetto di requisiti di accuratezza, robustezza e cybersicurezza, ma anche l’adozione di un sistema di gestione del rischio, da garantire lungo il ciclo di vita del sistema.

La denuncia di sinistro stradale su documento informatico si affianca a quella tradizionale scritta sul modulo cartaceo. Ma attenzione alla privacy: ci vogliono sistemi adeguati di protezione dei dati e non si può sfruttare l’adesione al servizio online per recapitare pubblicità. Diventano operativi oggi, 8/4/2026, gli obblighi a carico delle imprese di assicurazione relativi alla messa a disposizione del sistema di compilazione digitale della denuncia di sinistro. Gli adempimenti sono stati previsti dall’articolo 14 del regolamento IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) n. 56 del 25/3/2025, entrato in vigore l’8/4/2025. Ma, per permettere alle assicurazioni di mettere in piedi il nuovo sistema, l’articolo 18 del regolamento ha accordato loro 12 mesi di tempo. Al riguardo va, peraltro, sottolineato che a decidere la modalità di compilazione è l’interessato: il modulo di denuncia può essere riempito su un documento cartaceo o informatico, a scelta del conducente o del proprietario (articolo 11 del regolamento)
La tabella unica nazionale si applica per risarcire il danno biologico da macrolesioni anche per sinistri avvenuti prima del 05/03/2025, data di entrata in vigore del dpr 13/01/2025, n. 12 che l’ha introdotta. E non soltanto in sinistri che derivano da circolazione stradale e responsabilità sanitaria ma anche in quelli dovuti ad altre cause. L’applicazione della Tun, tuttavia, non è retroattiva né per analogia, piuttosto è «un’applicazione generalizzata in via indiretta come parametro equitativo privilegiato»: il giudice deve sempre fondare la liquidazione sui criteri più aggiornati disponibili al momento della decisione e la Tun garantisce meglio l’uniformità di giudizio col sistema a punto variabile in quanto approvata in continuità con la giurisprudenza di legittimità. Ora se il giudice del merito applica le tabelle milanesi o romane deve motivare. Ma in appello la Tun può essere invocata o applicata dal giudice solo se il gravame ha censurato la conformità delle tabelle di Milano, Roma o altro tribunale al principio di equità di cui all’articolo 1226 Cc. Così la Cassazione civile, sez. terza, ordinanza 8630/2026, che risponde al rinvio pregiudiziale proposto dal tribunale di Milano con cui si denunciava il rischio di disparità nei risarcimenti
Trovare il proprio veicolo danneggiato in una strada coperta da telecamere comunali non significa ottenere automaticamente il video dalla polizia locale ma neppure ricevere un prolungato silenzio da parte dell’amministrazione. Il principio è stato ribadito dal Tar Lombardia, sez. III, con la sentenza n. 1206/2026, intervenuta dopo il ricorso presentato contro il comune di Milano da una cittadina che chiedeva le immagini utili a chiarire il danneggiamento subito dall’auto in sosta. Il giudice amministrativo, pur non entrando nel merito, evidenzia un punto essenziale. Quando le riprese sono ancora disponibili, il comune deve esaminare tempestivamente l’istanza secondo le regole dell’accesso documentale previste dalla legge 241/90.
Gli automobilisti di tutto il mondo sono passati in mezzo a diverse crisi energetiche (e vedremo cosa accadrà con quella in corso in questo momento), si sono diffusi sistemi di utilizzo alternativi al possesso delle quattroruote e una crescente sensibilità verso la sostenibilità ambientale. Eppure, l’attaccamento all’auto è un tema centrale e non solo in Italia. Non si tratta semplicemente di un bisogno utilitaristico, ma di una vera e propria connessione emozionale che molti individui hanno con il proprio veicolo e che va oltre le crisi del momento. Questo legame è radicato nella cultura e nella psicologia dei consumatori, come confermato dall’Ipsos Mobility Report 2026. La ricerca rivela che il 43% degli automobilisti a livello globale considera «impossibile» vivere senza auto, una cifra che, pur ridotta nel tempo, continua a essere rilevante. Non si tratta solo di una questione pratica, ma emotiva: l’auto è vista come un simbolo di libertà, indipendenza e controllo, e l’idea di separarsene crea resistenze non indifferenti. In Italia, questo attaccamento è ancor più evidente: la percentuale degli italiani che non farebbe a meno dell’auto è superiore al 50% secondo la ricerca. E nonostante l’emergere di alternative più sostenibili, l’automobile rimane un elemento insostituibile nella vita quotidiana, spesso non solo per necessità.
Patto contro le frodi in agricoltura e nella gestione del rischio assicurativo. A siglarlo Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) e Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura). L’intesa punta a creare un sistema più trasparente e orientato al corretto uso delle risorse pubbliche tramite integrazione di competenze, strumenti e data base. Il tutto parte dallo sviluppo congiunto di indicatori di rischio in grado di intercettare anomalie e frodi. I sistemi di analisi verranno integrati, lato Agea con telerilevamento satellitare, ortofoto e modelli basati sull’IA; lato Ania con competenze nella gestione di polizze e sinistri, specie in fase liquidatoria.
Geolocalizzazione obbligatoria sui veicoli che trasportano rifiuti pericolosi, altrimenti scatta la cancellazione d’ufficio dei mezzi dalla categoria 5 dell’Albo nazionale dei gestori ambientali. Lo comunica il Ministero dell’ambiente con la circolare n. 2 del 27 marzo 2026, intervenendo sull’applicazione della deliberazione n. 1 del 24 marzo 2026 in materia di requisiti tecnici per l’iscrizione in categoria 5.
«Findomestic evolve di anno in anno verso un ruolo sempre più ampio: non solo partner per il credito, ma banca di riferimento per la gestione quotidiana dei bisogni finanziari. In questo percorso continueremo a investire per accompagnare i clienti con un’offerta ancora più completa e vicina alle loro esigenze», dichiara Marco Tarantola, amministratore delegato e direttore generale di Findomestic Banca, specializzata in primis nel credito al consumo con una produzione complessiva pari a fine 2025 a 10,5 miliardi di euro. L’aumento è del 4,7% rispetto al 2024, consolidando una quota di mercato intorno al 17%. In particolare, la direttrice di sviluppo ha già portato a nuove partnership con Vittoria Assicurazioni e nel mondo della mobilità, che da solo vale il 57% della spesa delle famiglie in beni durevoli, secondo i dati più recenti riportati dal 32° Osservatorio Findomestic. Ecco perché sono stati conclusi accordi con case d’auto asiatiche di respiro internazionale come Smart Europe Gmbh, X-Peng, Dongfeng, Chang’An, Lynk&Co, Kg Mobility e ancora con Autotorino, erogatore di finanziamenti per conto del rivenditore. Sempre sul fronte delle partnership, sono state confermate quelle già in essere con Mediaworld e Mondo Convenienza.

Oggi i sistemi di welfare si trovano ad affrontare sfide profonde: l’invecchiamento della popolazione, la diffusione delle malattie croniche, il rapido progresso tecnologico e una domanda crescente di servizi sanitari. Si tratta di trasformazioni che mettono sotto pressione modelli costruiti in un contesto demografico ed economico molto diverso da quello attuale. In questo scenario, il Rapporto sulla Sussidiarietà 2025-2026 dedicato alla salute rappresenta un contributo particolarmente utile al dibattito pubblico. Il valore del volume risiede nella qualità dell’analisi e nel chiarimento dei criteri che dovrebbero guidare le decisioni di policy in un settore così delicato. Attraverso dati, evidenze empiriche e riflessioni di scenario, il Rapporto affronta una delle questioni centrali delle politiche pubbliche contemporanee: come conciliare universalità dell’accesso alle cure, qualità dei servizi e sostenibilità finanziaria dei sistemi sanitari. Uno dei meriti principali del lavoro è quello di riportare al centro la natura particolare della sanità nelle economie moderne perché, come viene osservato nell’introduzione del volume, il tema della salute come bene comune deve rimanere insistentemente al centro dell’agenda pubblica.
Nel percorso per migliorare la salute e sicurezza al lavoro non si può più ignorare il peso della strada: è infatti nel tragitto casa lavoro e negli spostamenti che si verifica una quota sempre crescente di infortuni mortali, molto vicina a un terzo del totale. Spesso si tratta di incidenti anche molto gravi. Paolo Carminati, il presidente dell’Aifos (l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro), afferma che «la strada si conferma uno dei principali fattori di rischio per la sicurezza dei lavoratori». Gli ultimi dati Inail relativi al 2025, rielaborati da Aifos, ci restituiscono un quadro molto articolato, dove, da un lato si registra una lieve crescita degli infortuni in occasione di lavoro che crescono del +0,5%, accompagnata però da un calo dei decessi, che diminuiscono dello 0,6%. Dall’altro lato però emerge con maggiore evidenza la criticità della componente in itinere, con l’aumento sia delle denunce di infortunio che salgono del 3,2%, sia dei casi mortali che aumentano del 4,6%. Traducendo le percentuali in numeri assoluti la dinamica appare ancora più chiara: gli infortuni mortali diminuiscono di 5 unità durante l’attività lavorativa, raggiungendo un totale di 792, ma crescono di 13 casi lungo il tragitto casa-lavoro a quota 293. È proprio qui che si concentra una quota sempre più significativa del rischio. Aifos ha calcolato che gli incidenti in itinere rappresentano ormai circa il 27% dei casi mortali complessivi. Il fenomeno, pur avendo questi numeri, sembra però sottovalutato. Il trend di crescita sostenuta va avanti da prima della pandemia: in sei anni, a partire dal 2019, l’incidenza di questa tipologia di infortunio è salita nel 2025 fino al 19,3%, se guardiamo alle denunce di infortunio, e addirittura al 27%, come detto, per i casi con esito mortale
Solo pochi giorni fa, il Bundestag tedesco ha approvato la riforma della previdenza privata. Il punto centrale è un conto di risparmio per la previdenza che mira a motivare i tedeschi a risparmiare di più investendo in azioni, fondi e ETF.
Questo nuovo conto previdenziale sarà disponibile anche come prodotto standard, caratterizzato da costi e complessità ridotti. Oltre alle offerte del settore privato, è previsto anche un modello gestito dallo Stato – una misura che per alcune delle circa 80 compagnie di assicurazioni sulla vita in Germania potrebbe rappresentare una minaccia esistenziale.
Il professor Hermann Weinmann, dell’Istituto di Finanza presso l’Università di Scienze Applicate di Ludwigshafen, riassume così la portata dei cambiamenti: “La riforma ha il potenziale di rivoluzionare completamente il mercato della previdenza privata.”