Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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Rocca Salimbeni ha ripreso a brulicare di consulenti, legali e banker con la riconferma di Luigi Lovaglio alla guida di Mps e l’insediamento del nuovo consiglio presieduto da Cesare Bisoni. Dopo quasi due mesi di lavori a rilento se non proprio di stop, la macchina della fusione di Mediobanca nell’istituto senese si è rimessa in moto. Tra le prime decisioni prese da Lovaglio al ritorno sulla tolda di comando del gruppo è la ripresa del piano presentato al mercato il 27 febbraio con al centro ha l’integrazione di Piazzetta Cuccia dopo l’opas da quasi 14 miliardi terminata nel settembre scorso. Lo snodo sarà l’assemblea straordinaria, che il nuovo consiglio di Mps presieduto da Cesare Bisoni potrebbe convocare in tempi brevi, per tenerla tra giugno e luglio. In quella sede i soci delibereranno sul progetto per cui sarà necessaria la maggioranza dei due terzi dei votanti: un obiettivo che non preoccupa il nuovo vertice visto che lo scorso 15 aprile Lovaglio, con la lista presentata dal socio Pierluigi Tortora, ha incassato il 49,95% dei voti (32,43% del capitale) a cominciare dal primo socio Delfin (17,5%) e da Banco Bpm (3,7%) distaccando di oltre dieci punti percentuali il fronte della lista del board uscente. Bisognerà vedere come si schiererà il secondo socio di Mps, Francesco Gaetano Caltagirone, che ha il 13% circa.
Oltre 225 miliardi di euro di patrimoni italiani si trovano all’estero. Numeri che sono superiori al valore dell’intero Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Questa la cifra dichiarata dai contribuenti italiani nel 2024. I dati, riportati da Italia Oggi, sono stati resi pubblici dal Dipartimento delle Finanze e registrano una crescita complessiva dei patrimoni nazionali all’estero. Entrando nello specifico delle dichiarazioni dei redditi, il valore degli immobili dichiarati oltre confine è di 34 miliardi (in continuità con il 2023), mentre a crescere è stato il volume delle attività finanziarie: 191,4 miliardi, in aumento del 7,3% rispetto all’anno precedente.

In lieve flessione gli infortuni, con un crollo dei casi mortali in agricoltura. Aumentano invece, in modo vertiginoso, le malattie professionali. È il quadro che emerge dal report diffuso dalla Fai Cisl in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro celebrata ieri 28 aprile 2026. Dal 2020 a oggi, le patologie lavoro-correlate al settore agricolo sono cresciute del 104,1%, un dato che il sindacato definisce “strutturale” e richiede interventi urgenti. Secondo gli ultimi dati Inail, nel bimestre gennaio-febbraio 2026 gli infortuni denunciati in agricoltura scendono da 3.529 a 3.245. Ancora più significativo il calo dei casi mortali: da 16 a cinque nello stesso periodo. Un andamento che si conferma anche nel 2025, quando gli infortuni agricoli sono diminuiti da 24.207 a 23.695. Un dato positivo che non compensa l’altra faccia della medaglia, ovvero la crescita delle malattie professionali. Nel solo avvio del 2026 le denunce sono passate da 2.416 a 2.699 con 1.902 per gli uomini, erano 1.667 e 797 per le donne contro le 749 dello stesso periodo del 2025.
Reale group ha chiuso il 2025 con i risultati finanziari migliori di sempre: l’utile consolidato è salito del 45,5% annuo a 320,5 milioni di euro grazie al +4,7% dei premi a 6,6 miliardi. L’indice di solvibilità era al 338,1%. Numeri che, ha spiegato la società, sono alla base della decisione dell’assemblea dei delegati di restituire 30 milioni in vantaggi mutualistici a 650 mila soci assicurati.
Nel rapporto con la banca le tutele dell’impresa possono essere affidate all’Arbitro bancario finanziario (Abf). Ritardi nell’erogazione di finanziamenti, segnalazioni pregiudizievoli (errate) nelle banche dati, commissioni bancarie non dovute e spese non trasparenti, disfunzioni nelle modalità di pagamento, sono i principali disservizi causati dal sistema bancario nei confronti delle imprese clienti. Per assicurare che gli istituti di credito operino nel rispetto di standard elevati di trasparenza e correttezza nel rapporto con l’impresa (e con i consumatori), l’Abf svolge un importante ruolo di tutela, accanto alle autorità monetarie di vigilanza, intervenendo per recuperare importi e rettificare condizioni sfavorevoli con effetti anche di un certo rilievo.

Infortuni in calo di quasi il 40% dal 2022 al 2025 e stesso trend anche per l’indice di gravità. Sono i risultati raggiunti da Fincantieri e illustrati nel corso del primo Safety Day del gruppo. L’evento, al quale ha partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Autonomia Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, si è svolto ieri presso il cantiere di Monfalcone, in occasione della Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza del Lavoro, alla presenza dei vertici dell’azienda, il presidente Biagio Mazzotta e l’ad Pierroberto Folgiero.
Tim Ventures, il corporate venture capital del Gruppo Tim, ha completato un investimento in Wallife, start up assicurativa specializzata nella protezione dai rischi emergenti dell’evoluzione tecnologica. L’operazione, spiega una nota, rientra nella strategia di Tim Ventures di supportare realtà ad alto potenziale industriale, attive in ambiti chiave per lo sviluppo dei servizi digitali, e mira allo sviluppo di soluzioni innovative, combinando protezione assicurativa e tecnologia in un’unica esperienza semplice ed efficace per il cliente.
La prospettiva di una vita più lunga genera emozioni contrastanti che variano sensibilmente lungo la Penisola e tra le generazioni. Se la gioia e l’ottimismo (dichiarati dal 27% del totale) sono più diffusi tra gli uomini (30%) e nel Centro Italia (30%), i giovani under 35 appaiono i più vulnerabili, registrando i livelli più alti di ansia (15%) e preoccupazione (22%). Questa fragilità generazionale si riflette anche nelle preoccupazioni economiche, sentite dal 33% della fascia più giovane (18-34 anni) e con un picco del 34% tra i 35-54enni, contro appena il 19% degli over 55, segnale di una maggiore precarietà percepita nelle fasi centrali della vita. Anche il timore della non autosufficienza emerge come una questione prioritaria per il 73% degli italiani. A destare le maggiori preoccupazioni è il peso dell’assistenza sui familiari (72%) e dei costi correlati (68%).
Il Fisco non deve essere alla base delle scelte di previdenza complementare ma può aiutare a mantenere viva l’attenzione per la pensione di scorta. Per i giovani lavoratori entrati nel mondo del lavoro dopo il 2007 tra le norme di settore c’è una buona notizia che riguarda le deduzioni che ogni anno alleggeriscono la dichiarazione dei redditi di chi effettua versamenti ai fondi pensione o ai piani individuali di previdenza. «La Legge di Bilancio 2026 ha alzato l’asticella della convenienza incrementando il tetto massimo di deducibilità per i contributi versati alla previdenza complementare da 5.164,57 euro a 5.300 euro – spiega Paolo Pellegrini, Vicedirettore di Mefop -. La norma valida per tutti, pur entrando in vigore formalmente a luglio, ha effetto retroattivo per l’intero anno fiscale 2026».