Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

Il 2025 per il gruppo assicurativo Sara si chiude con un utile netto di poco meno di 90 milioni, in forte incremento rispetto agli 80,9 milioni del 2024, e un indice di solvibilità del 390%, quasi quattro volte il minimo richiesto dal regolatore. Per quanto riguarda il piano strategico 2026-2028, «punteremo sui servizi al clienti, come dimostra la decisione di aver rilevato il 100% di Aci Global, sul potenziamento della rete, con il numero delle agenzie che aumenterà dalle 650 attuali a oltre700 a fine piano, e sulla crescita del ramo vita. E gli investimenti in intelligenza artificiale ci consentiranno di aumentare l’efficienza». Guardando ai numeri, l’obiettivo è arrivare entro il 2028 a 840 milioni di euro di premi danni di Sara Assicurazioni (dai 783 milioni di fine 2025) e a 185 milioni per Sara Vita (da 152 milioni di dicembre scorso). A crescere dovrà essere soprattutto la componente danni diversa dall’Rc Auto, che oggi rappresenta ancora circa il 50% dei premi di Sara Assicurazioni, con l’altra metà equamente distribuita tra premi auto accessori e altri premi.
Secondo l’ultimo Insolvency Report di Allianz Trade, leader mondiale nell’assicurazione del credito commerciale, le insolvenze cresceranno del 6% nel 2026 – dopo un analogo aumento nel 2025 – segnando così un quinto anno consecutivo di incremento. Rispetto alle previsioni elaborate prima dello scoppio del conflitto, l’impatto diretto della crisi si tradurrà in 7.000 insolvenze aggiuntive nel 2026 e 7.900 nel 2027, per un totale di circa 15.000 casi extra nel biennio. Il quadro potrebbe aggravarsi ulteriormente in caso di blocco prolungato dello Stretto di Hormuz. In uno scenario di escalation sostenuta, le insolvenze globali salirebbero del 10% nel 2026 e di un ulteriore 3% nel 2027, con circa 4.100 casi aggiuntivi negli Stati Uniti e 10.500 in Europa occidentale nel biennio.
Quasi tutte le aziende italiane vogliono investire in intelligenza artificiale, ma solo una su quattro lo fa in modo strutturato. È quanto emerge da un report del Politecnico di Milano (Polimi), basato sulle risposte di un campione rappresentativo di organizzazioni. Le società che non hanno intenzione di investire in AI sono ormai una netta minoranza: solo il 9% secondo il Polimi. Ma in che cosa investono le aziende? Il 73% indica come priorità l’accesso dei dipendenti a modelli di AI e strumenti generativi come i chatbot, spesso già inseriti negli ambienti di lavoro e quindi adottabili senza grossi cambiamenti (ma anche senza grande impatto). Inoltre, il 67% preferisce investire nello sviluppo interno con l’obiettivo di creare soluzioni su misura e/o su dati proprietari. Altri ambiti di investimento sono i tool verticali per automatizzare attività specifiche (38%) e le piattaforme low o no-code (29%), ovvero interfacce che permettono di creare applicazioni partendo da componenti preconfigurati.
A fine 2025 gli iscritti del fondo pensione per i dipendenti di terziario, commercio, turismo arrivano a 324.260 (+11,2%). Patrimonio record a 6,648 miliardi.
Jefferies alza il target price su tre banche italiane in media del 10% dopo aver migliorato le stime di utile per azione per il periodo 2026-2028 in vista dei conti del primo trimestre del 2026. «Non ci aspettiamo che le banche italiane modifichino la loro guidance, poiché l’incertezza macroeconomica continua a pesare sulla visibilità. Tuttavia ci attendiamo che ribadiscano un messaggio di resilienza, supportato da una curva dei tassi più elevata», afferma Jefferies. Tornando al primo trimestre, per quanto riguarda i ricavi da commissioni Jefferies si aspetta un risultato dignitoso, nonostante la volatilità dei mercati a marzo. Jefferies poi non si attende un deterioramento della qualità del credito.
Intesa Sanpaolo e Anti Financial Crime Digital Hub, consorzio costituito da Intesa Sanpaolo Innovation Center con Politecnico e Università di Torino, hanno presentato i risultati di un progetto pilota di partenariato sviluppato in Piemonte e Valle d’Aosta per l’identificazione di tipologie di rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo e la sperimentazione di modelli innovativi di intercettamento delle operazioni sospette, grazie all’intelligenza artificiale, con particolare riferimento alle frodi fiscali mediante false fatturazioni.
La Commissione Ue ammorbidisce le regole bancarie di Basilea 3 sui rischi di mercato fino a fine 2029, in modo da evitare disparità di condizioni agli istituti europei rispetto a quelli Usa. Negli Stati Uniti i tempi e le modalità di approvazione delle norme restano incerti, data la forte deregolamentazione voluta dall’amministrazione Trump. L’Ue ha così messo in consultazione un atto delegato, che dovrebbe essere approvato a metà maggio, sulle norme note come Frtb (Fundamental Review of Trading Book). La disciplina sarebbe entrata in vigore a inizio 2027, dopo tre precedenti rinvii da parte dell’Ue.

Facile.it, la tech company che opera nel brokeraggio di prodotti assicurativi e finanziari, utenze domestiche, servizi di noleggio auto a lungo termine e delle principali voci di spesa delle famiglie italiane, amplia la propria rete fisica sul territorio con l’apertura di oltre 30 corner posizionati all’interno dei centri commerciali. I punti vendita sono localizzati principalmente nel Sud Italia – in particolare in Sicilia, Calabria, Puglia, e Campania – ma la rete, spiega Facile.it, è in continua espansione e sono già programmate ulteriori aperture in Toscana e al Centro Nord con l’obiettivo di arrivare a circa 70 corner entro il 2027.
Il recente «restyling» dell’assetto previdenziale attuato dalla Cassa geometri (che, accolto dai ministeri vigilanti del Lavoro e dell’Economia e in vigore dal 1° gennaio del 2025, sta portando alla salita graduale del contributo soggettivo a partire dal 18%) farà sì che «a fronte di un reddito medio di categoria pari a 40.000 euro e di un volume d’affari di 55.000, con un’aliquota calcolata sulle entrate professionali del 22% e con la retrocessione del 60% della quota integrativa» a carico del cliente, un iscritto «potrà beneficiare di un assegno pensionistico di 23.500 euro, pari a un tasso di sostituzione del 59%», laddove, prima della riforma, il trattamento «si attestava sui 18.500 euro con un tasso di sostituzione del 46%, quindi con una prestazione inferiore di circa il 22%».
Più di sette aziende su dieci non superano i controlli ispettivi di Inl, Inps e Inail. A fronte di oltre 157mila ispezioni avviate dai tre istituti nel 2025, infatti, sono stati accertati illeciti in 83.488 casi, con un tasso di irregolarità pari al 74% (sul totale delle ispezioni definite, pari a 112.768). Percentuale che sale vertiginosamente al 94% per la vigilanza assicurativa dell’Inail che ha portato a definire 6.664 irregolarità su 7.108 ispezioni. All’esito dei controlli ispettivi sono stati scovati oltre 22mila lavoratori in nero e sono stati recuperati contributi e premi evasi per un importo pari a quasi 1,3 milioni di euro. Sono alcuni dei dati contenuti nel Rapporto annuale sulla vigilanza 2025 presentato martedì dall’Ispettorato nazionale del lavoro, con il quale si fa anche il punto sulla patente a crediti e sulle vertenze in materia di lavoro.
Lavoratori infortunati e malati sempre più tracciati. Dal 13 maggio 2026, infatti, l’Inail renderà disponibile la nuova versione del servizio online dedicato al «certificato medico d’infortunio», con l’obiettivo di semplificare ai medici la redazione del certificato e al contempo rafforzare la rintracciabilità dei lavoratori infortunati. A renderlo noto è lo stesso Inail con un comunicato pubblicato sul sito internet. La novità si affianca a quella dell’Inps e relativa alla tracciabilità degli eventi di malattia. I datori di lavoro, infatti, dal mese di marzo sono tenuti ad indicare il certificato medico sulla denuncia contributiva mensile UniEmens (per il primo appuntamento, la denuncia UniEmens va inviata all’Inps entro il 30 aprile).

Andrea Sironi, presidente della Bocconi e di Fondazione AIRC, e da quattro anni presidente delle Generali, ha attraversato uno dei passaggi più complessi nella storia recente del gruppo. Un mandato segnato da tensioni con alcuni azionisti e dalla necessità di garantire la stabilità di una società che gestisce oltre 98 miliardi di premi e circa 900 miliardi di euro di asset in uno scenario globale instabile. «Ogni tanto è bene ricordare che siamo il primo investitore istituzionale del Paese, presenti ovunque, dalle infrastrutture ai titoli del debito pubblico. In questi anni il gruppo ha saputo reagire e i numeri lo dimostrano: negli ultimi dieci anni, il rendimento complessivo per gli azionisti è stato del 261%, superiore a quello dei nostri peer a livello europeo».
![]()