Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

In Europa le compagnie aeree e i loro passeggeri rischiano di pagare a caro prezzo la guerra in Iran. Ieri il ministro dei Trasporti cipriota Alexis Vafeades, presidente di turno dell’Ue, ha spiegato che «nel breve termine potremmo affrontare un problema di approvvigionamento di carburante». Tema affrontato con i 26 colleghi del settore in un vertice in videoconferenza. La carenza di benzina e il caro energia hanno già messo in difficoltà diverse compagnie aeree, ma il quadro rischia di peggiorare soprattutto per i passeggeri. Sul tema, sempre nella riunione di ieri, è intervenuto il commissario europeo ai Trasporti, il greco Apostolos Tzitzikostas, che ha definito la carenza di carburante «una circostanza straordinaria» che non dà necessariamente diritto al risarcimento in caso di cancellazione del volo. I passeggeri potranno riceverlo solo se il viaggio viene annullato per colpa dell’eccessivo costo del jet fuel, che in gran parte passa dallo Stretto di Hormuz, ancora chiuso.
Un conflitto prolungato in Medio Oriente «aumenterebbe in modo significativo i rischi di recessione», ma in questa fase un «buffer» per l’Italia sono i bilanci delle banche e il basso debito privato, mentre l’alto debito pubblico rimane «una vulnerabilità chiave che richiede prudenza fiscale e riforme in grado di aumentare la crescita». Lo ha sottolineato Sergio Nicoletti Altimari, vicedirettore generale della Banca d’Italia, in un intervento a Washington. «Le solide condizioni macrofinanziarie dell’Italia fungono da cuscinetto. La solidità del capitale e della liquidità delle banche contribuisce alla stabilità generale, assieme al basso livello di indebitamento privato, nettamente inferiore rispetto ad altre economie avanzate, e a una posizione patrimoniale netta sull’estero positiva e in crescita». In Italia il debito delle imprese è al 56% del pil, mentre quello delle famiglie è pari al 58% del reddito disponibile, contro medie dell’82% e del 104% rispettivamente nell’Eurozona. Nello scenario base (che include una graduale discesa dei prezzi dell’energia, in linea con le attese di mercato) Via Nazionale prevede per l’Italia una crescita dello 0,5%nel 2026, con inflazione al 2,6%.
In Italia l’inflazione resta più contenuta della media europea, una dinamica che però non si traduce in un reale alleggerimento della spesa per le famiglie sui beni essenziali. A dirlo è uno studio della Fabi, il principale sindacato bancario italiano. Nei primi tre mesi del 2026 l’indice dei prezzi al consumo nel Paese si è fermato all’1,6% contro il 2,6% della media Ue. Il dato italiano è inferiore a quello di Spagna (3,4%) e Germania (2,8%), oltre che di Portogallo (2,7%) e Francia (2,0%). Il problema è che a marzo i prezzi degli alimentari in Italia sono cresciuti del 2,8% contro il 2,2% della media Ue. Divario ancora più evidente rispetto ai principali partner europei: il dato in Germania si è fermato all’1,5% e in Francia all’1,9%, con la sola Spagna (2,7%) vicina al dato italiano.
Negli ultimi dodici anni terremoti, alluvioni e tempeste hanno provocato in Italia danni complessivi per oltre 100 miliardi, con un costo medio annuo atteso di circa 7 miliardi. I numeri sono emersi dalla prima edizione del Natural Risk Forum, il think tank promosso da Unipol con l’obiettivo di stimolare una riflessione ampia e strategica sui rischi catastrofali naturali e il loro impatto sul Paese. La ricerca denota che, nonostante l’introduzione dell’obbligo per le imprese di assicurarsi contro i rischi catastrofali, il protection gap in Italia è oggi pari al 79%: ogni 100 euro di potenziali danni solo 21 sono coperti da assicurazione mentre il resto è a carico dello Stato. La percentuale varia a seconda delle regioni, passando dal 72% in Trentino-Alto Adige, quella con la maggiore copertura relativa, fino al 93% in Calabria, dove appena il 7% è coperto quindi da una polizza.
Le reti di consulenti finanziari di Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking (Ispb) ampliano l’offerta inserendo nella gamma anche le polizze di protezione (danni non Rc auto). Dalla collaborazione con la compagnia di gruppo, Intesa Sanpaolo Assicurazioni, nasce Sfera+, proposta che integra consulenza patrimoniale e protezione, pensata per i clienti di Fideuram, Sanpaolo Invest e Iw Private Investments. L’offerta presenta un modello integrato, modulare e personalizzabile, basato su un contratto unico che combina la protezione della persona, della famiglia, della salute e dei beni. Offre coperture che si adattano alle diverse fasi della vita del cliente, e consente di aggiungere o rimuovere coperture assicurative, variare i massimali, modificare il numero delle persone e degli immobili da tutelare.

Tolleranza zero contro gli eco-reati. Il codice penale diventa più green: nel mirino sono messi commercianti di prodotti inquinanti, di sostanze ozono-lesive e di gas a effetto serra. Pugno duro anche contro le imprese: si impennano le sanzioni amministrative. È quanto prevede il decreto legislativo di recepimento della direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente (TPA), approvato in via definitiva dal consiglio dei ministri del 21/4/2026. Nel provvedimento debutta anche una task force investigativa presso la Procura generale della Corte di cassazione e si vara la strategia governativa contro eco-crimini.
Se il paziente subisce danni durante l’intervento chirurgico, la clinica può rivalersi sul medico solo in caso di dolo e colpa grave: costituisce norma imperativa la disposizione di cui all’articolo 9 della legge 08.03.2017, n. 24 che subordina l’azione della struttura alla sussistenza delle due condizioni alternative; è nulla la clausola di manleva nel contratto fra casa di cura e chirurgo che prevede un diritto di rivalsa della prima anche in caso di colpa lieve del secondo. Il tutto anche se il medico opera in regime di libera professione, con contratto diretto con il paziente ed è qualificabile come ausiliario della struttura in base all’articolo 1228 Cc. Così la Cassazione civile, sez. terza, nell’ordinanza n. 9949 del 17/04/2026.
Pochi centesimi di aumento, nel 2026, per le indennità di malattia e di degenza ospedaliera. A beneficiarne, però, sarà una platea più ampia di collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), professionisti senza cassa e altri iscritti alla gestione separata dell’Inps, grazie all’innalzamento del limite di reddito per l’accesso alle prestazioni. L’indennità giornaliera sale da un minimo di 26,80 euro (26,43 nel 2025) e un massimo di 53,61 euro (52,87 nel 2025). Il limite di reddito passa da 83.755 (nel 2025) a 84.425 euro. Lo spiega l’Inps nella circolare n. 47/2026. Parasubordinati. Gli iscritti alla gestione separata hanno diritto a un’indennità di malattia il cui importo è pari al 50% dell’indennità di degenza ospedaliera. Quest’ultima è calcolata con tre percentuali (16%, 24%, 32%), in base al numero di mesi di contributi accreditati nei 12 mesi precedenti il ricovero (da 1 a 4; da 5 a 8; da 9 a 12), applicate al massimale contributivo giornaliero che, nel 2026, è 335,05 euro. Il diritto alle due indennità è subordinato a due condizioni: reddito e contributi dei lavoratori. Per gli eventi del 2026, il limite di reddito fino al quale si ha diritto alle indennità è 84.424,90 euro; il minimo di contributi è pari all’aliquota contributiva applicata al minimale di reddito che per il 2026 è 18.808 euro.
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